Archive
Tag "frequenza di pedalata"

Ho letto diversi libri sul ciclismo negli ultimi tempi. Molti sono semplici ed utili, altri troppo complicati, alcuni scadenti.

Secondo me, la differenza tra un ottimo libro e uno mediocre, sta tutta nella passione che l'autore mette in quello che fa.

Di solito si capisce se chi scrive, è solo un professore di laboratorio, oppure un appassionato ciclista.

Ed è proprio questa passione, che mi ha colpito quando ho letto il libro di Piero Fischi, tanto che ho deciso di contattarlo e chiedergli di mettere a disposizione la sua competenza per il nostro blog.

Ho trovato una persona non solo preparatissima ma anche di una disponibilità che non mi aspettavo, ed ecco che è nata questa collaborazione, che inizia con questa intervista in 5 domande.

Ma chi è Piero Fischi?

Leggi tutto...

Dopo una breve pausa estiva, utile per ricaricare le pile, ricominciamo a parlare del nostro amato sport.

Ho notato un grande interesse da parte vostra per l’argomento frequenza di pedalata di cui abbiamo parlato qualche settimana fa in questo articolo.

Durante le vacanze ho ripreso in mano un libro che avevo già letto tempo fa, ed ho trovato nuovi spunti davvero interessanti sull’argomento.

Il libro in questione è “Dalla parte del ciclismo” in cui il giornalista Marco Buonarrigo, intervista a tutto campo il grande Aldo Sassi su argomenti che vanno dall’esperienza in Mapei alla scienza del ciclismo, alla preparazione atletica, all’organizzazione di una squadra, fino al doping.

Per chi non conoscesse Aldo Sassi, si tratta di uno dei maggiori “guru” della ricerca sportiva dedicata al ciclismo.
E’ stato dirigente ed è tuttora collaboratore del centro Mapei Sport e preparatore di atleti del calibro di Francesco Moser con cui ha collaborato per il famoso record dell’ora, fino ai campioni di oggi Ivan Basso e Cadel Evans.

Il “professore” come viene chiamato nell’ambiente, sta anche purtroppo combattendo la sua personale battaglia contro la malattia, ma siamo certi che porterà a casa anche questa vittoria. Noi tutti amanti del ciclismo non possiamo che incitarlo a non mollare.

Tornando al libro, devo dire che non è una lettura facile, spesso “il professore” usa un linguaggio da ricercatore di laboratorio, incomprensibile a noi comuni mortali.

Ho cercato quindi di estrarre alcuni passaggi proprio sulla frequenza di pedalata e tradurli in termini più adatti a noi “uomini e donne di strada”

Aldo Sassi oltre a tutto il resto, è anche l'inventore delle ormai famose SFR (Salite di Forza – Resistenza), introdotte per la prima volta proprio nella preparazione di Moser al record dell'ora del 1983.

Questo tipo di ripetute (di cui, se vi va, parleremo nello specifico in un prossimo articolo) sono pensate per aumentare l'espressione di forza, ovvero per il potenziamento della muscolatura.

Allora la domanda del giornalista arriva spontanea:

Come si concilia la tendenza a sviluppare la forza con un ciclismo moderno che, grazie soprattutto ad Armstrong, sembra aver riscoperto l'agilità?

A mio modo di vedere, la ricerca del miglioramento della forza aerobica attraverso le SFR è effettivamente volta a migliorare la capacità di utilizzare lunghi rapporti, ma non per questo porta alla scelta di cadenze di pedalata più basse: Moser utilizzò le SFR per allenarsi ad azionare un lungo rapporto nel Record dell'Ora, ma pur sempre a a 103 pedalate al minuto!
Per quanto riguarda Armstrong, è vero che adotta spesso cadenze di pedalata relativamente agili, ma sorprende la sua capacità di farlo azionando rapporti lunghi, quindi sviluppando potenze estremamente elevate. Le SFR debbono dunque essere viste non come un mezzo che consenta di scegliere cadenze più basse, ma semmai come uno stimolo allenante volto a determinare quegli adattamenti che permettano di sostenere più a lungo la relazione tra cadenza di pedalata e lunghezza del rapporto che caratterizza le capacità dell'atleta prima dell'insorgere di un evidente condizione di fatica.

Ma non sarà allora vero quello che disse Moser :“Per andare forte bisogna pedalare agili i rapporti duri?”

Battute a parte, questo sembra dimostrare che l'agilità per essere davvero efficace, deve essere sostenuta da una preparazione atletica completa, che includa anche lavori specifici di potenziamento (fatti con rapporti durissimi). La chiave è imparare a trasferire la potenza ai pedali con alte cadenze.

Altro concetto interessante per noi:

“Io sono uno dei sostenitori della tesi che nella scelta della frequenza di pedalata si debba sempre utilizzare come criterio la minimizzazione della sensazione di fatica: il nostro organismo ha una sensibilità tale da permettergli – se opportunamente integrata con l'esperienza – di operare in maniera adeguata questa scelta.

Gli errori avvengono soprattutto quando – per deliberata scelta dell'atleta o per imposizioni esterne – il criterio della minimizzazione della percezione di fatica passa in second'ordine.”

Da questo estratto quello che si ricava è che le sensazioni personali sono alla base della scelta della frequenza e che non bisogna snaturare e forzare le proprie naturali caratteristiche.

Il professore continua poi citando i risultati di alcuni studi:

“Quanto più aumenta la potenza che il ciclista deve produrre, tanto più elevata è la cadenza che appare essere caratterizzata dal migliore rendimento (per esempio, sessanta pedalate al minuto a una certa potenza sviluppata, sessantatré a una potenza superiore, sessantasei a una ancor più elevata e così via). Da questi studi e dai successivi però emergeva che le frequenze definite ottimali risultando di solito inferiori alle 80 pedalate al minuto, erano molto più basse di quelle effettivamente adottate dai ciclisti in gara. (..) gli studi di diversi autori hanno dimostrato che la scelta di cadenze più elevate di quelle che in laboratorio risultano energicamente più economiche è dovuta a cause neuromuscolari, e in particolare alla necessità di ridurre i picchi di forza nella pedalata, accorciare i tempi di contrazione, ridurre di conseguenza le pressioni intramuscolari e le restrizioni del flusso ematico, prevenendo così la fatica.”

Quindi la pedalata agile fino a 80 RPM è la scelta migliore come rendimento per esprimere potenza, e oltre questa soglia permette anche di affaticare meno muscoli e sistema circolatorio.

“La scelta di cadenze più o meno elevate è comunque condizionata dalla "storia ciclistica" del soggetto: è noto che un ciclista allenato tende a usare cadenze più elevate rispetto a uno non allenato."

La "storia ciclistica"  di ognuno di noi, secondo me ha anche un rovescio della medaglia, nel senso che chi ha molti anni di esperienza/allenamento, ed è abituato a rapporti duri, fa fatica a cambiare ritmo, mentre un neofita può educare da subito il suo corpo all'agilità.

Volendo riassumere i concetti possiamo dire che:

1 – L'agilità è la scelta migliore in termini di rendimento di potenza e di risparmio di energia.

2 – La cadenza di pedalata ideale è soggettiva e varia da ciclista a ciclista. Diventa fondamentale seguire le proprie personali sensazioni in base alla fatica percepita.

3 – Per riuscire a trasmettere potenza ai pedali con rapporti agili è necessario fare lavori di potenziamento con rapporti duri.

4 – Per trarre il massimo beneficio dalla pedalata agile, è necessario avere una preparazione completa, dalla resistenza alla potenza.

E voi cosa ne pensate? Qualche altra chiave di lettura? Cosa vi dice la vostra personale esperienza?

Come al solito i vostri commenti sono il vero valore aggiunto di questo blog!

Leggi tutto...

Domenica  scorsa era giorno di Pasqua, e di grande ciclismo nelle Fiandre.

Lo show di Fabian Cancellara mi ha fatto salire le pulsazioni fuori soglia, come se stessi scalando anche io il muro di Grammont.

Oltre ad emozionarmi, quando guardo il ciclismo in tv, mi piace cercare nuovi spunti di riflessione e magari  trarre qualche insegnamento, qualche "trucco del mestiere" che possa tornare utile anche a noi pedalatori della domenica.

In particolare ho potuto notare e ammirare 3 aspetti tecnici della corsa di Cancellara che voglio condividere con voi.


Intelligenza tattica
Cancellara sa bene di essere il favorito assieme a Boonen , ma sa anche di essere il numero uno nelle crono e quindi come nessun altro è capace di menare a 50 all’ora e prendere vento senza grossi problemi.

Quindi porta Boonen allo scoperto puntando sul fatto che correndo sulle strade di casa il campione belga non sarebbe rimasto a ruota (anche se sarebbe stata la tattica migliore) ma per orgoglio (onore a Boonen) avrebbe collaborato per andare al traguardo.

I prossimi due punti fanno riferimento al video sotto. Vi invito a leggerli e poi a guardare il video focalizzandovi su questi dettagli:

Forza mentale
Sul muro di Grammont , Cancellara decide di partire, sorpassa Boonen a testa bassa e se ne va, non si volta indietro nemmeno una volta per vedere come reagisce il suo avversario. In quel momento pensa solo a menare più forte che può, è concentrato sullo scaricare la maggior potenza possibile sui pedali. Boonen lo rivedrà solo dopo il traguardo.

Agilità e pedalata rotonda
Quando parte sul muro di Grammont è uno spettacolo per gli occhi. Non si alza sui pedali, non muove le spalle, non sembra tirare con le braccia.

Un colpo di pedale perfetto, potente, efficiente, rotondo.

Ho contato le pedalate e nei 20 secondi che vanno dal sorpasso di Boonen allo scollinamento fa qualcosa come 32 pedalate, vale a dire 96 pedalate al minuto!

Guardate un po…


Cosa possiamo imparare noi comuni mortali da questa straordinaria performance?

1 – La forza della mente, la determinazione, la chiarezza degli obiettivi fanno la differenza sempre.

2 – Pedalare con una frequenza di pedalata elevata permette di scaricare molta potenza sui pedali con minore stress per muscoli e giunture.

L’agilità va allenata e raggiunta un po’ alla volta, ma non si può prescindere da essa.

3 – La tecnica nel ciclismo è fondamentale. La pedalata è un gesto molto complesso e va perfezionato con le giuste tecniche e la pratica. La differenza tra un ciclista mediocre ed un ciclista d’elite sta nella capacità di padroneggiare la sua tecnica di pedalata.

Considerata l’enorme importanza che ha questo argomento sto preparando un video training dal titolo “Turbo Pedalata” in cui spiegherò con immagini, video e il mio commento audio, come ottenere una pedalata rotonda perfettamente efficiente e migliorare alla grande le prestazioni (soprattutto in salita).

Rimanente sintonizzati vi farò avere presto notizie.

Leggi tutto...

Oggi avevo programmato tutto per la mia ultima uscita del 2009.

Stamattina sbrigo alcune faccende di casa e sto un po' con le mie piccole, a pranzo un pasto leggero.

Preparo tutto, mi vesto, una gonfiatina alle gomme mentre già con la mente mi immagino lo splendido paesaggio invernale delle colline bassanesi.

Esco, monto in sella e … piove! Quella pioggerellina fine e fastidiosa che ti si attacca addosso e ti bagna lentamente. Ma ormai ho troppa voglia di uscire, metto la mantellina e parto, ma dopo un chilometro mi rendo conto che la temperatura è troppo bassa per bagnarsi, rischio di ammalarmi, non ne vale la pena.

Torno a casa, mogio mogio, dopo giusto il tempo di bagnarmi il sedere e sporcare la bici.

Pazienza, sarà per domani, ma visto che non posso uscire e che domani è l'ultimo giorno dell'anno, provo a condividere con te i miei buoni propositi per il 2010. Spero possa trovare anche tu qualche ispirazione:


  1. Curare la posizione in bicicletta: L'inizio di stagione è il momento adatto per curare nei minimi dettagli la posizione in bicicletta. Anche se pensi di avere già una posizione ottima, ascolta i segnali del tuo corpo e se necessario apporta dei millimetrici aggiustamenti alla posizione della sella. Consiglio: a inizio stagione porta sempre con te un chiave a brugola per la regolazione della sella, è il modo migliore per testare le sensazioni e apportare le modifiche.

     

  2. Ottimizzare la frequenza di pedalata: Se già da Gennaio cominci a prestare attenzione ai rapporti che spingi, diventerà presto automatico pedalare agile. Ricordati che la pedalata agile consente una maggior efficenza e un minor carico per muscoli e giunture. Una frequenza ottimale dovrebbe essere di 90-100 pedalate al minuto.

     

  3. Avere una pedalata rotonda: Questo dovrebbe essere il proposito principe del tuo nuovo anno. La pedalata rotonda, quella che sfrutta tutto il movimento circolare del pedale, è la chiave per migliorare alla grande le tue prestazioni. Serve molta concentrazione all'inizio. Nel mio ebook Tecniche Vincenti Ciclismo trovi un capitolo in cui spiego zona per zona come aumentare l'efficenza e come abituare il cervello a compiere automaticamente i movimenti corretti.

     

  4. Alimentarmi in maniera corretta: Con il termine alimentazione intendo naturalmente anche l'idratazione. Impara a nutrirti in modo sano ma senza diventare un fanatico, e ricordati di bere tanta acqua.

     

  5. Fare più stretching: Lo stretching è spesso sottovalutato e poco amato dai ciclisti, eppure è dimostrato che un muscolo con maggiore elasticità è un muscolo più efficente. I benefici quindi sono enormi, e se scegli pochi ma fondamentali esercizi, ti bastano pochi minuti al giorno.


  6. Divertirmi: Desiderare di andare sempre più forte è una cosa naturale, innata nella maggior parte di noi ciclisti. Attenzione però a non trasformare una splendida passione in una malattia.Quindi niente fanatismo e ogni tanto chiediti " mi sto divertendo?" se la risposta è no, allora è il momento di porti delle domande.

     

  7. Gestire bene il tempo: Credi davvero di non avere tempo a sufficenza per raggiungere un buon stato di forma? Prova a rivedere e programmare bene i tuoi tempi e vedrai che con un po' di impegno riuscirai a trovare molto tempo libero che non sapevi di avere, senza rubare tempo alla tua famiglia e agli altri impegni che fanno parte della tua vita.

     

  8. Socializzare: Il ciclismo è uno sport che ti da la possibilità di conoscere tante persone con cui condividi la stessa passione. Non isolarti in allenamenti solitari, ma alterna uscite da solo ad uscite in compagnia e non perdere l'occasione per conoscere nuove persone.

     
  9. Essere prudente: La strada non è solo nostra, purtroppo va condivisa con auto, camion, cani, pedoni, buche… Usa sempre il casco e soprattutto fai sempre appello al tuo buon senso.

     

  10. Andare forte in salita: Questo proposito, per quanto mi riguarda, è il più esaltante di tutti. La salita è il terreno che amo, perchè lì cui ci misuriamo con noi stessi e compiamo le nostre piccole grandi imprese.
    Eh si, quest'anno voglio andare davvero forte in salita.

    E tu? Qual'è il tuo miglior proposito per il 2010 ? 

Leggi tutto...

Uno scorcio del Pordoi

La salita rappresenta un po’ l’espressione massima del ciclismo,la sfida dell’uomo con la natura, con la legge di gravità.

In salita si sono scritte pagine epiche della storia di questo straordinario sport, ed ogni giorno in salita i ciclisti come te e me compiono piccole grandi imprese.

Personalmente non esco neanche di casa se non posso fare almeno un cavalcavia.
Come per tutti gli aspetti del ciclismo, anche la salita ha le sue regole e le sue tecniche.

Ecco alcuni consigli pratici sugli aspetti fondamentali da tenere in considerazione.

Stai seduto il più possibile

Durante la salita, quando ti alzi in piedi sviluppi una potenza maggiore poiché trasferisci sui pedali il peso di tutto il tuo corpo. Questa posizione inizialmente ti da un senso di maggior potenza sviluppata, ti sembra di fare meno fatica e di aumentare l’andatura. In realtà in questo modo stai utilizzando il 10-12% di energia in più perchè utilizzi un maggior numero di muscoli. Questo significa minore efficienza rispetto alla pedalata da seduti.

La posizione in sella porta i seguenti benefici:

Bruci meno calorie – la frequenza cardiaca è più bassa approssimativamente dell’8% a parità di velocità

Utilizzi i muscoli delle anche e dei glutei a tuo vantaggioIl peso della parte superiore del corpo è scaricato sulla sella e non sulle gambe

Puoi mantenere un elevata frequenza di pedalata
 

La posizione del corpo

In salita la resistenza dell’aria è sostanzialmente trascurabile. Non è importante quindi mantenere un assetto aerodinamico quanto piuttosto trasferire l’energia sui pedali nel modo più efficiente possibile. Al contrario quindi della pianura, in salita il busto alto aiuta a generare maggiore potenza:

Posizione delle mani :La migliore e anche la più naturale delle posizione delle mani in salita è sulla parte superiore del manubrio. In questa posizione la cassa toracica non è compressa e quindi ti permette di respirare meglio.


Tronco: La parte alta del corpo deve restare il più possibile ferma, senza movimenti ondulatori che contribuiscono soltanto ad un maggiore dispendio di energia
.


Spalle e braccia: Le spalle devono restare rilassate e ben aperte per permetterti una migliore respirazione come visto sopra. Pure le braccia devono essere rilassate e non “in tiro” (salvo per i tratti di salita con pendenze molto ardue). E’ un errore molto comune quello di irrigidire la parte alta del corpo, ricorda che più teso sei più energia il tuo corpo sta sprecando. Impara a controllare continuamente il rilassamento di braccia e spalle, e dopo un po’ vedrai che diventerà automatico.


Posizione in sella: altro movimento che viene spontaneo quando si spinge in salita è quello di avanzare nella posizione in sella. In realtà in questa modo non c’è la distensione ottimale delle gambe durante il colpo di pedale e quindi non si sfruttano appieno tutti i muscoli.

Se ti alzi in piedi

Alzarsi sui pedali può andare bene per salite brevi, per cambiare ritmo e durante le salite lunghe ogni tanto fa bene cambiare posizione per far lavorare tutti i muscoli delle gambe ed allentare la tensione di spalle e braccia.


Alcuni accorgimenti quando ti alzi sui pedali:

Quando ti alzi sui pedali per rilanciare l’andatura, butta giù un dente, in questo modo avrai un colpo di pedale più regolare e manterrai la stessa frequenza di pedalata.

Quando sei in piedi aiuta il movimento flettendo leggermente il telaio della bici a destra e a sinistra ma fallo senza esagerare. Inoltre non spostare troppo avanti il corpo ma cerca di mantenere il baricentro del tuo corpo sul movimento centrale.

Se hai dei compagni a ruota stai attento a non cambiare traiettoria troppo repentinamente o rischi di farli cadere.

Questi erano alcuni consigli dettati dalla mia esperienza. E tu hai qualche "segreto" da condividere? Lascia un commento qui sotto!

Leggi tutto...