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Dopo mesi di lavoro è finalmente disponibile Turbo Training, il programma di allenamento specifico per il ciclista, creato da Fabrizio Pederzoli, che adotta le stesse metodologie dell'ormai famoso Metodo PIT.

Trovi tutti i dettagli del corso cliccando qui in basso :

Turbo Training : allenati per essere inseguito !

Buone pedalate a tutti !

Davide

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Schermata 2014-04-03 a 10.43.13Negli ultimi articoli abbiamo affrontato il tema dell'allenamento proponendovi alcuni schemi e soluzioni per rendere gli allenamenti dinamici e divertenti.

Si perché come detto con Fabrizio Pederzoli, gli allenamenti per noi cicloamotori devono prediligere la qualità sulla quantità e non farci perdere mai il piacere ed il divertimento di andare in bici.

Ma il ciclismo non è solo allenamento.

Solo noi che il ciclismo lo viviamo davvero, possiamo capire quale piccolo mondo si nasconda dietro a questo sport.

Un mondo fatto di amicizie, sfide, vittorie e sconfitte, regole non scritte, di abitudini, espressioni gergali e "trucchi del mestiere".

E proprio alcuni piccoli "trucchi del mestiere" (messo tra virgolette perché i trucchi nel ciclismo non esistono) a volte fanno la differenza in certe occasioni.

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Schermata 2014-04-01 a 10.16.23

Vorrei iniziare oggi, ringraziando quanti di voi hanno lasciato commenti positivi (ma anche chi li ha lasciati negativi) sulle precendenti risorse pubblicate nei giorni scorsi.

Lo schema di allenamento dinamico e divertente e l'audio training sono stati apprezzati e molti di voi li hanno già messi in pratica con successo.

C'è stata però una giusta obiezione che mi ha inviato Paolo per email :

Grazie mille per gli schemi di allenamento di Fabrizio Pederzoli, però avete proposto degli allenamenti che richiedono sempre una salita. Dove vivo il la prima salita la vedo con il binocolo. Come faccio ad allenarmi ?

L'obiezione di Paolo è molto pertinente e riguarda molti amici ciclisti che vivono in zone di pianura e magari per poter raggiungere le prime salite, devono prendere la macchina.

Eppure, giustamente, vogliono allenarsi.

Allora come fare ?

Oggi ti propongo uno schema di allenamento che può fare chiunque, su un semplice cavalcavia che più o meno tutti riusciamo a trovare vicino a casa.

Attenzione : questo allenamento è particolarmente indicato per chi vive lontano dalle salite, ma è una valida alternativa per tutti.

Personalmente, prima di vedere Fabrizio all'opera, ero molto scettico sull'utilità di queste ripetute, mi sembravano una cosa da "fanatici", ed invece eseguite in questo modo permettono di fare un ottimo lavoro sulla forza esplosiva, e soprattutto possono rendere divertente ed esaltante un qualsiasi giorno di allenamento.

Per non farci mancare nulla, oggi pubblico in anteprima il primo dei 7 Video Training , che rappresentano la novità dell'edizione 2014 di Turbo Training che sarà disponibile a breve. Abbiamo pensato a questi video-tutorial perché secondo noi ciò che conta non è solo seguire sterili tabelle di allenamento, ma capire bene come svolgere i lavori in modo corretto ed imparare un metodo di allenamento. Spero vi piaccia.

Alza il volume e guarda il video !

Qui sotto trovi una schermata dell'allenamento in tabella, estratto dalla settimana n.7 del programma TurboTraining.

La cosa che più mi ha stimolato è il fatto che ad ogni serie di due ripetute (una in sella + una sui pedali), si deve ripetere il blocco altre 4 volte ogni volta con un rapporto di un dente più duro !

Provare per credere.

estrattodaturbotrainingweb

Che ne pensate ?

Vi siete mai allenati sui cavalcavia in questo modo ?

Come sempre se ti va di condividere la tua esperienza o solo lasciare la tua opinione, qui sotto è benvenuta.

P.S.  Se ti interessa vedo di convincere Fabrizio a regalarci altre "perle"…

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Un paio di giorni fa ho pubblicato uno " Schema di allenamento dinamico e divertente" proposto dall'amico Fabrizio Pederzoli.

Ho ricevuto un sacco di commenti positivi ed email di ringraziamento per questo schema di allenamento, al tempo stesso semplice ma molto motivante.

Questo mi ha fatto molto piacere, e mi ha fatto capire che alla maggior parte di noi cicloamatori sta a cuore allenarsi in modo efficace e divertente.

Come vi avevo promesso, ho chiesto a Fabrizio di mettere a disposizione altro materiale da mettere in pratica nelle nostre uscite in bici.

Non è stato difficile convincere Fabrizio, che per lavoro e per sua natura ama condividere conoscenze ed esperienze con gli altri appassionati di ciclismo.

Ma se la settimana scorsa abbiamo pubblicato uno schema di allenamento sotto forma di tabella, oggi vogliamo fare molto di più.

Infatti oggi vi sveleremo in anteprima, una novità, cui io e Fabrizio stiamo lavorando da mesi.

Il progetto generale a cui ho già accennato si chiama Turbo Training, ed è un programma di allenamento della durata di 12 settimane, studiato e messo a punto con le stesse metodologie che hanno fatto del Metodo PIT un caso di successo, ma adattato all'allenamento su strada.

Inizialmente il progetto era pensato solo per gli amici che hanno svolto il Metodo PIT questo inverno e fanno parte di una community oramai consolidata.

Poi notato l'interesse e le tante richieste ricevute in questi giorni abbiamo deciso di rendere disponibile questo progetto anche a tutti i lettori che fossero interessati.

Ma non è questa la grande novità di cui stavo parlando.

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Un paio di giorni fa ho pubblicato un articolo con una interessante chiacchierata in cui Fabrizio Pederzoli, ci ha dato la sua personale visione di cosa sia l'allenamento di qualità e soprattutto di come si possa e si debba cercare di trovare un equilibrio tra i vari aspetti della propria vita.

La frase che più mi ha colpito è stata : 

"…i miei allenamenti sono sempre prima di tutto dinamici e divertenti… Mi devo divertire prima di tutto, e sentirmi bene fisicamente ma anche psicologicamente. Solo allora vado davvero forte ! "

Gli ho chiesto allora di darci un esempio di un allenamento "dinamico e divertente" e Fabrizio non solo mi ha mandato questo schema di allenamento ma ci ha anche spiegato in ogni sua parte :

Progressioni di cadenza e frequenza cardiaca in salita - di Fabrizio Pederzoli

Prima di effettuare questo allenamento, naturalmente esegui un periodo di riscaldamento di almeno una ventina di minuti.

La nostra palestra è la strada, in particolare per questo esercizio, la nostra migliore palestra è un salita con pendenza costante attorno al 4-6%.

In questo allenamento faremo una progressione di cadenza partendo da 45 RPM e aumentando a scalini la cadenza fino ad arrivare a 75 RPM.

Utilizzeremo il cambio per ottenere questa progressione, quindi partiremo con un rapporto molto duro per  fare 45 RPM e via via alleggeriremo il rapporto fino ad arrivare con un rapporto piuttosto agile a 75 RPM.

La diretta conseguenza della dinamica di questo esercizio, sarà il graduale aumento della frequenza cardiaca che partirà da un valore minimo pari all'80% della Fc massima fino ad arrivare oltre livello di soglia anaerobica, quindi circa al 92% nella fase finale.

E' un esercizio che mi piace molto perché oltre ad essere particolarmente allenante è anche molto dinamico e divertente dato che ad ogni minuto circa dovrai essere pronto a cambiare rapporto, e di conseguenza cadenza e frequenza cardiaca.

Questo esercizio è molto variegato poiché prevede per la prima parte un tipo di lavoro molto muscolare, di forza e aerobico per trasformarsi gradualmente in un lavoro dinamico in agilità e con livelli di frequenza cardiaca importante, verso e oltre il livello di soglia.

Anche la postura in bicicletta varia di step in step, e questo è un altra cosa che questo esercizio ti insegna : è fondamentale rimanere concentrati sulla nostra compostezza, alla ricerca della  posizione che ci permetta di trasferire il massimo della potenza ai pedali in ogni condizione.

- Ecco nel dettaglio l'esercizio (un estratto di una tabella di allenamento Fabrizio che sta preparando per gli amici del Metodo PIT): 

Totale esercizio: 7 Minuti

Esegui prima un adeguato riscaldamento di almeno 20 minuti.
Scegli una salita che conosci, possibilmente con pendenza regolare del 4-6%

Questo esercizio va inserito in un contesto di un uscita che può prevedere anche altri tipi di lavori specifici, e a seconda della tua condizione, puoi decidere di ripeterlo due o tre volte, dopo un recupero adeguato.

Come detto, la tabella sopra è un estratto che ho "rubato" a Fabrizio dal programma di allenamento che sta preparando per i tanti amici che hanno seguito il Metodo PIT questo inverno e che a gran voce, visti gli ottimi risultati della preparazione invernale, stanno chiedendo di essere seguiti anche durante la stagione.

Inizialmente avevamo pensato di riservare questo programma di allenemento soltanto ai clienti del Metodo PIT, tuttavia vi interessa avere un programma completo di 3 mesi con questa tipologia di allenamenti, possiamo valutare di renderla disponibile anche per chi non ha seguito il percorso invernale.

Che ne pensate ? Vi interessa ?

Anzi sapete che faccio ? Vado a "rubare" qualche altra chicca dal materiale di Fabrizio (ci sono dei video e degli audio davvero interessanti) e a giorni ci risentiamo.

Bene, direi che adesso possiamo prendere la bici e andare a provare questo allenamento, ma prima se ti va lascia il tuo commento qui sotto !

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Non so a voi, ma a me sono sempre piaciute le persone che fanno quello che dicono e dicono quello che fanno.

Dal momento che il ciclismo è uno sport in cui si fa fatica, e a chiacchierare sono tutti dei fenomeni, quando trovi una persona che dimostra con i fatti quello che dice, è bene dargli ascolto.

Questo è il motivo per cui Fabrizio Pederzoli è diventato uno stretto collaboratore di CiclismoPassione da almeno un paio di anni, ma prima di tutto un amico.

La maggior parte di voi conosce già Fabrizio Pederzoli, per gli amici Pit, e sa che è l'ideatore del Metodo PIT, il programma di preparazione invernale che ha fatto fare il salto di qualità a centinaia di cicloamatori negli ultimi due anni. 

Per chi ha iniziato a seguirmi da poco, può farsi un idea su cosa sia e i risultati ottenuti da chi ha messo in pratica il Metodo PIT cliccando qui.

Ma perché oggi vi parlo di Fabrizio ?

Perché ho ricevuto ieri, una mail da un lettore che dice : 

" Ciao Davide, leggo sempre con grande interesse ed attenzione le email e gli articoli del blog, e ti faccio i complimenti per [...]

[...] vorrei migliorare le mie prestazioni per fare qualche garetta con soddisfazione ma anche solo per togliermi qualche sassolino dalla scarpa con alcuni compagni di pedale [...] ma io non credo che chi lavora ed ha una famiglia possa anche avere ambizioni di fare risultati, quelli sono solo per chi sacrifica tutto per la bicicletta. Sono quindi un po' demoralizzato e a volte mi viene voglia di mollare la bici. Che cosa ne pensi ? Che consigli mi puoi dare ?  
Franco "

Questa di Franco è solo una delle tante email simili che ricevo spesso. Stavo per rispondergli, quando ho pensato che la cosa migliore fosse dimostrargli con un esempio pratico, come fosse possibile coniugare con successo lavoro, bici e famiglia.

Mi è venuto subito in mente Fabrizio Pederzoli e la sua storia, così gli ho telefonato e gli ho fatto qualche domanda.

Ecco l'interessante intervista che ne è uscita ( più che un intervista è una chiacchierata sincera tra amici con un po' di consigli utili)

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shavesFinalmente la bella stagione è arrivata e con essa tra poco la tanto agognata ora legale che ci regalerà preziosi minuti di luce in più da destinare alle nostre uscite serali.

Con i primi caldi vanno a finire nell’armadio anche i fardelli che ci hanno appesantito nelle nostre fredde pedalate invernali. 

Via giubbini, copriscarpe, berretti, guanti e spazio all’abbigliamento “a cipolla” , perché in questa stagione non si sa mai come cavolo vestirsi.

Domenica, forse un po’ incautamente ho inaugurato i pantaloni corti. In giro la percentuale di colleghi in lungo e in corto era equamente divisa al 50%, ma la mia voglia di liberare il polpaccio era troppo forte.

Ogni anno alle prime uscite con temperature primaverili provo la stessa sensazione di ritrovata libertà.

Unica pecca, le gambe colore bianco-latte e pelose. Inguardabili.

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Quanto segue non vuole essere una recensione di un film. E' una mia personale riflessione,scritta di getto.
Dovevo uscire in bici oggi in pausa pranzo ed invece mi sono ritrovato a scrivere questa nota che voglio condividere con te.

pirataIeri sera sono stato al cinema a vedere “Pantani”, il film-documentario sulla vita del Pirata.

Appena uscito dalla sala, ai miei amici che mi dicevano “bello vero ? che ne pensi?” rispondevo con un timido cenno del capo.

Non ero sicuro se quello che avevo visto mi piaceva o meno.

Ho deciso quindi di sospendere il giudizio e lasciar passare la notte.

Stamattina ho realizzato.

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R_I_C_EIl motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo, è che , mai come in questo periodo sto ricevendo email e commenti di lettori che mi chiedono consigli su come recuperare al meglio un infortunio.

Spesso si tratta di :

 - danni causati dalle classiche cadute in bicicletta

 - infortuni causati praticando (con poca pratica) sport alternativi (sci, corsa, pesistica…)

 - postumi di malanni di stagione come raffreddori, influenza, bronchiti (spesso causati da uscite in bici invernali senza le opportune precauzioni) 

 - recuperi di interventi chirurgici più o meno gravi (spesso ernie)

Non so se sia un caso ma mai come quest’anno mi sono reso conto di quanti di noi sono alle prese con infortuni o malanni spesso direttamente o indirettamente legati alla bicicletta.

Spesso chi mi chiede un consiglio – anche con eccessiva stima e fiducia nei miei confronti di cui comunque ringrazio - si sente rispondere qualcosa del tipo :

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L'inizio dell'anno si sa, è il momento dei buoni propositi.

Per noi che abbiamo nel sangue la passione per la bici, i buoni propositi e i progetti di inizio anno non possono che avere a che fare con il ciclismo.

Ho pensato anche io ai propositi in chiave ciclistica per il nuovo anno, e tra i tanti che mi sono venuti in mente, voglio condividerne 3 con voi che ritengo i più importanti e alla portata di tutti, per vivere al meglio la nostra passione, indipendentemente che siate degli agonisti, dei principianti o dei pedalatori della domenica.

 

1 – Spingiti oltre i tuoi limiti

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