Schermata 2014-08-27 alle 11.09.20In questo blog abbiamo parlato spesso di salita, della sfida che ogni scalata rappresenta per noi ciclisti, e di come affrontarla al meglio. Per qualcuno però, la parte più bella della salita è quello che viene dopo…

Già, perché dopo ogni scalata, arriva il momento più divertente, adrenalinico ma anche più pericoloso: la discesa.

Ho provato allora a mettere giù qualche consiglio pratico per affrontare le discese al meglio, in modo più sicuro e quindi più divertente.

1 – Controlla il tuo baricentro 

Leggi tutto...

2011 Giro d' Italia Zoncolan"…è durissima, ma l'ultimo chilometro è ancora più duro, l'ultimo chilometro è così duro che sembrano quasi tre"

Vittorio Adorni sulla salita alle Tre Cime di Lavaredo

La frase geniale di Vittorio Adorni è facilmente comprensibile per chi di noi (e credo chiunque) si sia trovato ad affrontare almeno una volta una salita con pendenze "proibitive"

Qual'è la differenza di pendenza tra una salita "pedalabile" ed una "durissima" ?

Leggi tutto...

washbikeLa Bicicletta è il cavallo di noi moderni cavalieri su due ruote.

E’ la nostra "amante", la nostra compagna di mille avventure.

E come tutte le compagne, ha bisogno di cure per mantenersi bella, sicura ed efficiente.

Sarò sincero, non sono mai stato un patito della bici luccicante, soprattutto perché il poco tempo libero che ho a disposizione cerco di sfruttarlo pedalando, tuttavia quando riesco a dedicare del tempo alla pulizia della mia amata specialissima ottengo una grande soddisfazione nel vederla alla fine del trattamento, bella come non mai, splendente e perfettamente lubrificata, pronta per sfidare il vento.

Ma come si pulisce al meglio la bicicletta?

Leggi tutto...

L'utilizzo del cambio è uno di quegli aspetti tecnici molto importanti per chi va in bicicletta. 

Abbiamo già parlato in altri articoli di quanto sia importante pedalare in agilità e per fare questo dobbiamo avere la sensibilità di scegliere di volta in volta il rapporto più adatto in base al tipo di terreno (pianura, salita , discesa) , alla nostra condizione fisica e non per ultimo alle nostre sensazioni e "abitudini" ciclistiche.

Oggi però non parliamo di frequenza di pedalata, ma ci concentriamo sull'uso corretto dell'accoppiamento tra le corone anteriori e il pacco pignoni.

Quando ci si trova in pianura e si sta utilizzando la corona più grande, si sente a volte la necessità di alleggerire di molto il rapporto perché magari siamo in un tratto con il vento contrario, oppure in un falsopiano o semplicemente vogliamo rifiatare un po'. 

Il problema nasce quando cerchiamo di spingere un rapporto molto leggero nella cassetta pignoni, perché la catena comincia a lavorare troppo di traverso.

Naturalmente lo stesso discorso vale anche al contrario, ovvero con corona piccola e pignoni piccoli.

Leggi tutto...

cadutaold

Nell'articolo precedente abbiamo parlato di cadute e ci siamo concentrati sul discorso sicurezza e prevenzione, analizzando alcune situazioni e comportamenti da considerare per ridurre al minimo il rischio di finire per terrra.

Purtroppo però, per quanto possiamo essere prudenti e rispettare le regole di sicurezza, dobbiamo mettere in conto che la caduta in bicicletta "fa parte del gioco" e va quindi messa in preventivo. 

Allora tanto vale essere preparati a questa evenienza sia psicologicamente che fisicamente.

Ma esiste davvero un modo "corretto" di cadere ?

Ci sono alcuni sport che prevedono nella loro natura la caduta a terra. Ricordo che da ragazzino per un periodo ho praticato Judo, e passavamo lezioni intere solo ad imparare le varie tecniche di caduta frontale, all'indietro, laterale.
La caduta era quindi parte integrante della disciplina ed andava imparata e memorizzata a perfezione prima ancora di iniziare a mettere in pratica le mosse di combattimento.

Ma le tecniche di caduta non appartengono soltanto alle arti marziali o agli addestramenti militari.

Anche altri sport più comuni, come ad esempio la pallavolo, prevedono specifiche tecniche di caduta per il recupero delle palle a terra.

Tutto questo ci fa capire come la caduta a terra può essere entro certi limiti controllata e gestita per ridurre al minimo i danni dell'impatto. Insomma si può davvero "imparare a cadere" .

Vediamo allora alcuni consigli pratici.

Come ridurre i danni da caduta

Allenare flessibilità, bilanciamento e la tonificazione generale.

Troppo spesso noi ciclisti ci dedichiamo in modo esclusivo ad allenarci in bicicletta, trascurando invece la bonificazione generale del nostro corpo.

E' invece un aspetto fondamentale integrare gli allenamenti in bicicletta ad allenamenti "a secco" per migliorare doti come flessibilità, equilibrio, destrezza. 

Ma qui non voglio parlare dei vantaggi fisici dei lavori a corpo libero, ma dei vantaggi che questo comporta in caso di caduta.

Avere un corpo elastico, reattivo, tonico aiuta infatti in modo incredibile ad affrontare nel migliore dei modi le situazioni di emergenza come le cadute in bici.

Alcune discipline particolarmente indicate per questo sono Yoga, Pilates, gli allenamenti funzionali, e protocolli specifici per  la preparazione invernale "a secco" del ciclista come quelli messi a punto dal Prof. Carbonieri per il Metodo PIT

Schermata 2014-06-05 a 09.42.04In caso di ribaltamento in avanti.

E' un tipo di caduta piuttosto comune, spesso causato da repentine frenate con il freno anteriore.

In questo caso la nostra riposta istintiva è di allungare le braccia  per cercare di attutire l'impatto.

Schermata 2014-06-05 a 09.42.52Schermata 2014-06-05 a 09.42.38In realtà, per quanto contro-intuitivo, la scelta migliore è di rimanere il più possibile compatti e ricercare il rotolamento.

La compattezza del corpo ed il rotolamento infatti permettono di distribuire l'energia della caduta e quindi di concentrare la forza dell'impatto su singole parti del corpo.

I danni da impatto come la rottura delle ossa, sono chiaramente i peggiori ed i più lunghi da recuperare, per questo vanno evitati il più possibile.

Schermata 2014-06-05 a 09.43.29Certamente con questa tecnica non eviterai escoriazioni e contusioni, tuttavia lo possiamo considerare il male minore rispetto alla rottura di un braccio o una clavicola.

 

 

 

Schermata 2014-06-05 a 09.43.54La scivolata in curva.

Un altra caduta classica è quella laterale, in curva causata dalla perdita di trazione delle ruote.

 

 

Schermata 2014-06-05 a 09.44.08

Anche in questo caso, mente il nostro istinto ci porterebbe ad allungare un braccio per contrastare la caduta, dobbiamo invece ruotare la schiena verso il terreno rimanendo compatti, e cercando una sorta di rotolamento laterale.

Ecco il video completo da cui ho tratto ispirazione per gli ultimi due articoli. E' utile e divertente al tempo stesso.

 

Mi rendo perfettamente conto che quando ci si trova al momento della caduta, non si ha il tempo di ragionare e ci si comporta seguendo il proprio istinto, però sono anche convinto profondamente che sapere le cose, ed essere preparati sia fisicamente che psicologicamente ad affrontare le situazioni di emergenza, sia il migliore se non l'unico modo per fare in modo che tutto quello che portiamo a casa da una caduta sia solo qualche medaglia.

E tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento qui sotto.

 

Leggi tutto...

Schermata 2014-05-20 a 15.03.48Oggi parliamo di un tema che naturalmente nessun ciclista vorrebbe mai affrontare, ma che purtroppo, fa parte del nostro sport. 

Parliamo di cadute, e lo facciamo analizzando due aspetti fondamentali delle cadute :

- come prevenire gli incidenti 

- come comportarsi in caso di inevitabile caduta

Oggi iniziamo con la prima parte relativa ad alcune regole di buon senso che ogni ciclista dovrebbe conoscere a memoria e nel prossimo articolo approfondiremo anche il secondo tema.

Per farlo mi sono ispirato ad un video trovato in rete che spiega le cose in modo molto interessante e da cui ho tratto le immagini qui sotto. (Fonte video : www.cyclingsecrets.com)

Prevenire è meglio che cadere  

Leggi tutto...

LOGOTTCi siamo.

Dopo mesi di lavoro è finalmente disponibile Turbo Training, il programma di allenamento specifico per il ciclista, creato da Fabrizio Pederzoli, che adotta le stesse metodologie dell'ormai famoso Metodo PIT.

Trovi tutti i dettagli del corso cliccando qui in basso :

Turbo Training : allenati per essere inseguito !

Buone pedalate a tutti !

Davide

Leggi tutto...

Schermata 2014-04-03 a 10.43.13Negli ultimi articoli abbiamo affrontato il tema dell'allenamento proponendovi alcuni schemi e soluzioni per rendere gli allenamenti dinamici e divertenti.

Si perché come detto con Fabrizio Pederzoli, gli allenamenti per noi cicloamotori devono prediligere la qualità sulla quantità e non farci perdere mai il piacere ed il divertimento di andare in bici.

Ma il ciclismo non è solo allenamento.

Solo noi che il ciclismo lo viviamo davvero, possiamo capire quale piccolo mondo si nasconda dietro a questo sport.

Un mondo fatto di amicizie, sfide, vittorie e sconfitte, regole non scritte, di abitudini, espressioni gergali e "trucchi del mestiere".

E proprio alcuni piccoli "trucchi del mestiere" (messo tra virgolette perché i trucchi nel ciclismo non esistono) a volte fanno la differenza in certe occasioni.

Leggi tutto...

Schermata 2014-04-01 a 10.16.23

Vorrei iniziare oggi, ringraziando quanti di voi hanno lasciato commenti positivi (ma anche chi li ha lasciati negativi) sulle precendenti risorse pubblicate nei giorni scorsi.

Lo schema di allenamento dinamico e divertente e l'audio training sono stati apprezzati e molti di voi li hanno già messi in pratica con successo.

C'è stata però una giusta obiezione che mi ha inviato Paolo per email :

Grazie mille per gli schemi di allenamento di Fabrizio Pederzoli, però avete proposto degli allenamenti che richiedono sempre una salita. Dove vivo il la prima salita la vedo con il binocolo. Come faccio ad allenarmi ?

L'obiezione di Paolo è molto pertinente e riguarda molti amici ciclisti che vivono in zone di pianura e magari per poter raggiungere le prime salite, devono prendere la macchina.

Eppure, giustamente, vogliono allenarsi.

Allora come fare ?

Oggi ti propongo uno schema di allenamento che può fare chiunque, su un semplice cavalcavia che più o meno tutti riusciamo a trovare vicino a casa.

Attenzione : questo allenamento è particolarmente indicato per chi vive lontano dalle salite, ma è una valida alternativa per tutti.

Personalmente, prima di vedere Fabrizio all'opera, ero molto scettico sull'utilità di queste ripetute, mi sembravano una cosa da "fanatici", ed invece eseguite in questo modo permettono di fare un ottimo lavoro sulla forza esplosiva, e soprattutto possono rendere divertente ed esaltante un qualsiasi giorno di allenamento.

Per non farci mancare nulla, oggi pubblico in anteprima il primo dei 7 Video Training , che rappresentano la novità dell'edizione 2014 di Turbo Training che sarà disponibile a breve. Abbiamo pensato a questi video-tutorial perché secondo noi ciò che conta non è solo seguire sterili tabelle di allenamento, ma capire bene come svolgere i lavori in modo corretto ed imparare un metodo di allenamento. Spero vi piaccia.

Alza il volume e guarda il video !

Qui sotto trovi una schermata dell'allenamento in tabella, estratto dalla settimana n.7 del programma TurboTraining.

La cosa che più mi ha stimolato è il fatto che ad ogni serie di due ripetute (una in sella + una sui pedali), si deve ripetere il blocco altre 4 volte ogni volta con un rapporto di un dente più duro !

Provare per credere.

estrattodaturbotrainingweb

Che ne pensate ?

Vi siete mai allenati sui cavalcavia in questo modo ?

Come sempre se ti va di condividere la tua esperienza o solo lasciare la tua opinione, qui sotto è benvenuta.

P.S.  Se ti interessa vedo di convincere Fabrizio a regalarci altre "perle"…

Leggi tutto...

Un paio di giorni fa ho pubblicato uno " Schema di allenamento dinamico e divertente" proposto dall'amico Fabrizio Pederzoli.

Ho ricevuto un sacco di commenti positivi ed email di ringraziamento per questo schema di allenamento, al tempo stesso semplice ma molto motivante.

Questo mi ha fatto molto piacere, e mi ha fatto capire che alla maggior parte di noi cicloamatori sta a cuore allenarsi in modo efficace e divertente.

Come vi avevo promesso, ho chiesto a Fabrizio di mettere a disposizione altro materiale da mettere in pratica nelle nostre uscite in bici.

Non è stato difficile convincere Fabrizio, che per lavoro e per sua natura ama condividere conoscenze ed esperienze con gli altri appassionati di ciclismo.

Ma se la settimana scorsa abbiamo pubblicato uno schema di allenamento sotto forma di tabella, oggi vogliamo fare molto di più.

Infatti oggi vi sveleremo in anteprima, una novità, cui io e Fabrizio stiamo lavorando da mesi.

Il progetto generale a cui ho già accennato si chiama Turbo Training, ed è un programma di allenamento della durata di 12 settimane, studiato e messo a punto con le stesse metodologie che hanno fatto del Metodo PIT un caso di successo, ma adattato all'allenamento su strada.

Inizialmente il progetto era pensato solo per gli amici che hanno svolto il Metodo PIT questo inverno e fanno parte di una community oramai consolidata.

Poi notato l'interesse e le tante richieste ricevute in questi giorni abbiamo deciso di rendere disponibile questo progetto anche a tutti i lettori che fossero interessati.

Ma non è questa la grande novità di cui stavo parlando.

Leggi tutto...