Archive
Tag "tecniche"

Oggi sono particolarmente fiero di scrivere questo articolo. Sto infatti per svelarvi uno dei segreti del successo di Fabrizio Pederzoli e del suo Metodo PIT™.

Si tratta di una tecnica ideata e messa a punto da Fabrizio nel corso dei tanti anni di corsi in palestra durante l'inverno.

Sto parlando delle tecnica Trazione Elastica™ un modo di pedalare con l'aggiunta di un vincolo che esalta in modo incredibile la rotondità e la potenza del colpo di pedale.

Questa tecnica è inserita a partire dalla lezione n.9 del Metodo PIT , nel mese di Dicembre, quello dedicato alla potenza.

Ecco cosa dice Fabrizio Pederzoli a proposito:

A cosa serve la Trazione Elastica™ ?

Leggi tutto...

L'utilizzo del cambio è uno di quegli aspetti tecnici molto importanti per chi va in bicicletta. 

Abbiamo già parlato in altri articoli di quanto sia importante pedalare in agilità e per fare questo dobbiamo avere la sensibilità di scegliere di volta in volta il rapporto più adatto in base al tipo di terreno (pianura, salita , discesa) , alla nostra condizione fisica e non per ultimo alle nostre sensazioni e "abitudini" ciclistiche.

Oggi però non parliamo di frequenza di pedalata, ma ci concentriamo sull'uso corretto dell'accoppiamento tra le corone anteriori e il pacco pignoni.

Quando ci si trova in pianura e si sta utilizzando la corona più grande, si sente a volte la necessità di alleggerire di molto il rapporto perché magari siamo in un tratto con il vento contrario, oppure in un falsopiano o semplicemente vogliamo rifiatare un po'. 

Il problema nasce quando cerchiamo di spingere un rapporto molto leggero nella cassetta pignoni, perché la catena comincia a lavorare troppo di traverso.

Naturalmente lo stesso discorso vale anche al contrario, ovvero con corona piccola e pignoni piccoli.

Leggi tutto...

Uno dei più diffusi motivi di discussione tra noi ciclisti è la questione : meglio Campagnolo o Shimano ?

A rendere ancora più animate queste discussioni, negli ultimi anni si è messo anche Sram.

Non voglio entrare nell'aspetto tecnico, che non mi compete, ma diciamo che dal punto di vista dell'immagine probabilmente Campagnolo è il marchio che più ha creato una sua tribù di affezionati, in Italia e in tutto il mondo, che vedono nella casa vicentina il sinonimo di tradizione manufatturiera e di robustezza.

Shimano dal canto suo è sinonimo di affidabilità giapponese, e di innovazione, non a caso i primi a introdurre il cambio elettromeccanico che sta rapidamente diventando popolare e a cui Campagnolo ha dovuto rispondere non senza difficoltà iniziali.

Del resto parliamo di un azienda leader incontrastata a livello mondiale per i componenti bici ( di tutti i tipi).

Se questo articolo lo avessi due anni fa probabilmente non avrei inserito il "terzo incomodo" nella competizione, ma SRAM a tutti gli effetti si è meritata un posto d'onore e ho l'impressione che stia crescendo notevolmente la sua presenza di serie su biciclette di alta gamma,con un prodotto innovativo che sembra garantire una grande fluidità alla cambiata.

Personalmente ho sempre montato gruppi Campagnolo, dalla mia prima bici di quando avevo 15 anni, in acciaio con i cambi a leva sul tubo obliquo,(eh si ogni tanto mi viene ancora l'istinto di cercare la levetta !) fino ad oggi.

Il mio parere quindi è limitato alla mia esperienza con Campagnolo, al cui marchio sono oramai anche legato "sentimentalmente" da quel senso di affezione che spesso noi ciclisti mettiamo nei confronti di quei marchi che ci hanno regalato tante gioie e magari anche qualche dolore. 

Allora invece di mettermi a scrivere delle sterili recensioni sulle diversità tecniche dei vari prodotti (anche perchè dovrei provarli tutti) chiedo a voi di condividere la vostra esperienza in merito.

So già che questa discussione mi darà un sacco di soddisfazioni, me lo avete già dimostrato in passato con i vostri commenti di altissimo livello sui più disparati argomenti e per i quali spesso ricevo i complimenti da chi visita il mio-nostro blog.

Allora tu che ne pensi? Qual'è il tuo gruppo preferito? Sei fedele ad un marchio o ti piace provare e ricercare il meglio? E qual'è il migliore secondo te oggi ? 

Spazio ai commenti !

Leggi tutto...

Spesso noi cicloamatori, tendiamo a dare per scontato molti aspetti sulla tecnica di guida della bicicletta. In fondo si pensa che andare in bici è una cosa che si impara da piccoli e non si dimentica più.

Partecipando a una qualsiasi granfondo ma anche semplicemente facendo un uscita con un gruppo di amici, è facile rendersi invece conto che molti colleghi ciclisti non hanno ben presenti le regole fondamentali di sicurezza e di tecnica e questo a volte può rappresentare un problema per gli altri compagni di pedale.

Leggi tutto...

417402_10150564897038864_744188863_8847291_1882226577_n

Un fattore fondamentale da valutare nel cilcismo, e sul quale c'è invece molta confusione e pareri contrastanti, è la frequenza o cadenza di pedalata.

Cos’è la frequenza di pedalata

Come tutti sanno, la frequenza di pedalata indica il numero di rivoluzioni complete che un piede (una gamba) compie in un minuto espresso in RPM (rivoluzioni per minuto).
Per misurare la propria frequenza di pedalata, la maggior parte dei ciclocomputer moderni sono dotati di sensore conta-pedalate, ma in assenza di questo, si può ricorrere al vecchio metodo di contare quanti giri un piede fa in un minuto consultando un cronometro.

Pedalata "dura" contro pedalata "agile"

Nell’ultimo decennio, il ciclismo professionistico ha dimostrato che la pedalata agile è la scelta migliore e i benefici sono tanto validi per i pro, quanto per noi amatori ed ora vi spiego il motivo :

Provate a pensare ad una salita come se fosse un peso caricato sulle vostre gambe. Il peso di questa salita è spezzettato in tanti piccole parti, quante sono le pedalate che andrete a compiere, di conseguenza maggiore è la frequenza e minore è lo stress a cui i muscoli e le giunture saranno sottoposti.

La frequenza di pedalata ideale.

Ogni persona ha una conformazione fisica diversa, di conseguenza ognuno ha un suo naturale ritmo che potrà essere modificato solo in parte. Questo ritmo naturale è determinato dalla prevalenza di fibre muscolari lente rispetto a quelle veloci che ognuno ha di natura.

In breve le fibre lente sono quelle che permettono sforzi prolungati ma di bassa intensità, mentre le fibre veloci sono quelle che permettono molto potenti ma in un arco di tempo ridotto.

Per fare un esempio, un pistard potrà avere un rapporto di 80% fibre veloci e 20% fibre lente, mentre un passista-scalatore avrà un rapporto inverso.

Quindi un ciclista con predominanza di fibre muscolari veloci, sarà naturalmente più predisposto a pedalare agilmente perché i suoi muscoli prediligono la velocità di contrazione.

Fatta questa premessa, se si può parlare di frequenza di pedalata ottimale, questa dovrebbe essere compresa tra 90 e 110 RPM in pianura, mentre in salita dovrebbe essere comunque non inferiore a 75-80 RPM, ma naturalmente questo dato varia molto non solo in funzione della persona ma anche della pendenza della salita che si affronta.

Trovare il proprio ritmo

Credo che, al di là delle indicazioni, ognuno debba trovare il proprio naturale ritmo, ricercando la frequenza che gli permetta al tempo stesso di mantenere una andatura sostenuta e prolungata nel tempo. In salita in particolare, è fondamentale fare un gioco "conservativo" ovvero trovare quelle condizioni che ti permettano di affrontare la salita nel suo intero mantenendo un ritmo brillante senza andare in affanno. Tra queste condizioni rientrano la cadenza di pedalata, ma anche la posizione in sella, l'aspetto mentale e la respirazione. Tutti temi di cui parleremo più avanti.

Proviamo a fare un test

Tempo fa ho trovato su un sito in lingua inglese questo test, che ho sperimentato personalmente con risultati positivi. Serve per comparare la qualità della prestazione compiendo uno stesso percorso con frequenze di pedalata diverse.

Ti va di provare ?

Ecco come procedere:

1 – Individua un salita non troppo lunga e con pendenze medie.

2 – Dopo un adeguato riscaldamento fai la salita con un rapporto che ti permetta una frequenza massima di 60 RPM.

3 – Controlla con il cardio la frequeza cardiaca durante la salita e cronometra il tempo impiegato.

4 – Recupera le forze, fai la discesa e quando ti senti pronto ripeti la salita stavolta con una frequenza di pedalata di 90 RPM (se riesci prova anche 100). Non badare alla velocità ma cerca di mantenere la stessa frequenza cardiaca della precedente ascesa. Registra il tempo impiegato

5 – Compara ora i due tempi, dovresti notare che il secondo tempo è sensibilmente inferiore al primo a parità di frequenza cardiaca (e quindi di sforzo) ed inoltre lo sforzo percepito (la fatica) sarà minore.

Se hai un potenziometro il test sarà ancora più preciso, ma il risultato sarà lo stesso.

So che questo è un argomento con tante scuole di pensiero diverse,il mio consiglio comunque è di rispettare il proprio ritmo naturale cercando però di imparare a pedalare per quanto possibile in agilità, ne vale la pena.

Come tutte le cose nel ciclismo, serve motivazione, tanto allenamento e le giuste tecniche.

E' un argomento del quale, se ti fa piacere, torneremo presto a parlare. 

Attendo i vostri commenti in merito e per chi ha voglia di fare il test sarebbe bello condividere il vostro risultato.

Buone (agili) pedalate a tutti!

Leggi tutto...

pedalingAd andare in bicicletta si impara da piccoli e non si dimentica più.

I nostri genitori quando ci hanno insegnato a fare le prime pedalate e a mantenere l’equilibrio senza rotelle, di sicuro non si sono preoccupati di insegnarci la tecnica corretta di pedalata.

Crescendo siamo diventati dei “veri” ciclisti, abbiamo bici costose e superleggere, scarpe e pedali tecnologici, facciamo magari migliaia di chilometri all’anno ma in molti casi pedaliamo ancora con la stessa tecnica di quando abbiamo imparato, tanti anni fa.

Il fatto è che spesso nel ciclismo amatoriale, si da molta importanza alla preparazione atletica (soprattutto a fare tanta strada) e si tende a sottovalutare l’importanza della tecnica.

Questo è un grosso errore, perché la tecnica con cui pedaliamo influisce direttamente sulla quantità di potenza che riusciamo a trasferire dalle nostre gambe alla bicicletta.

In questo video ti presento 5 diversi stili di pedalata, dalla poco efficiente pedalata a stantuffo, fino al colpo di pedale perfetto.

E tu con quale di questi stili pedali?

Hai individuato tuo stile di pedalata?

Che margini di miglioramento pensi di poter avere a parità di allenamento, imparando a pedalare in modo più efficiente?

Ho tre buone notizie per te : 

La prima è che la tecnica di pedalata NON E' solo una dote naturale per pochi eletti, ma può essere molto migliorata grazie ad esercizi specifici, fatti con costanza nel modo corretto.

La seconda buona notizia è che quasi nessuno conosce e mette in pratica queste tecniche (danno importanza solo ai chilometri fatti) e quindi se impari a pedalare in modo efficiente puoi avere un grosso vantaggio su compagni ed avversari.

La terza buona notizia è che puoi scoprire questa metodologia di allenamento gratuitamentema questo te lo racconto nel prossimo articolo.

Rimani sintonizzato e non perderti la prossima email che ti manderò a giorni.

Per ora mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, per cui, se ti va lascia il tuo commento qui in basso.

Leggi tutto...

Se la salita è il terreno più affascinante per la maggior parte dei ciclisti, la discesa è senza dubbio la parte più divertente e adrenalinica.

Avete visto lo scivolone di Nibali nella tappa di Montalcino? E come Cunego nella discesa prima dell’arrivo ha dato 20 metri a tutti (Evans compreso)?

Prendendo spunto dalla caduta del bravo e sfortunato corridore siciliano, e dal numero di Cunego, analizziamo la discesa dal punto di vista di chi, come noi , le discese le deve fare con le strade aperte al traffico e senza balle di fieno o materassi nelle curve (ammenochè non si partecipi ad una granfondo).

Il presupposto fondamentale da cui partire è la prudenza. Quando siamo sulle due ruote dobbiamo evitare di correre rischi inutili, potremmo essere pericolosi non solo per noi stessi ma anche per gli altri.

Detto questo però, la discesa rappresenta una sorta di “ricompensa divina” per le fatiche sofferte durante la salita che inevitabilmente l’ha preceduta e quindi è un sacrosanto diritto godere della forza di gravità, finalmente favorevole, e divertirsi.

Per quanto possa essere spassoso fare una discesa con i freni tirati e fischiettando, il vero divertimento in questo caso vuol dire anche velocità, adrenalina, rischio calcolato.

Perché il rischio sia davvero calcolato è necessario avere in mente alcuni concetti prima di mollare troppo la leva del freno, ed anche se andare in discesa si impara solo con la pratica e l’esperienza, provo a dare alcuni consigli pratici:

1 -  Mantieni una posizione ribassata

Mantenere una posizione aerodinamica in discesa è importante per due motivi: il più evidente è quello di ridurre la resistenza dell’aria e quindi aumentare la velocità’, il secondo motivo, non meno importante, è quello di creare una maggior “compattezza” tra ciclista e bicicletta aumentando la trazione e il controllo del mezzo.

2 – Guarda avanti lontano.

Quando si scende ad elevate velocità, è importante avere una visuale piuttosto ampia della strada di fronte a noi. Non concentrare quindi la tua attenzione sulla ruota del compagno di fronte o sull’inizio di una curva, ma “butta lo sguardo” oltre la curva per preparare i tuoi muscoli a reagire di conseguenza. La visione periferica ti aiuterà ad accorgerti di eventuali ostacoli (buche, ghiaia, ecc.) che sopraggiungono.

3 – Piega la bici e NON il corpo.

La tenuta di strada delle gomme funziona al meglio quando il peso del corpo agisce in modo verticale sul punto di contatto tra gomma e strada. Quindi quando si affronta una curva in discesa, è importante piegare la bici ma mantenere il baricentro del corpo più spostato verso l’asse delle ruote. Questo è il contrario di ciò che fa Valentino Rossi con la sua moto, la differenza è che il peso della moto è molto superiore al peso del pilota, mentre nel caso bici – ciclista è esattamente l’opposto.

4 – Fai le curve con la gamba all’esterno

Anche se può sembrare in contraddizione con quanto detto al punto 3, durante una curva, piegare la gamba in direzione della curva stessa, verso l’esterno, aumenta la facilità di manovrare la bici e permette di compiere una traiettoria più stretta e quindi di guadagnare metri.

A volte però mi viene ancora spontaneo piegare la gamba all’interno, verso il telaio. A voi capita?

5 – Ammortizza gli urti

La rigidità della bici da corsa, ad alte velocità, può essere pericolosa. Per assorbire almeno in parte le sconnessioni dell’asfalto, quando è necesario, mantieni il sedere leggermente sollevato dalla sella.

Eviterei però alcune pericolose posizioni fuori sella, per esempio sopra alla ruota posteriore, che a volte vedo non solo nei professionisti (almeno loro sono pagati) ma anche nei ciclisti della domenica. Cose da brividi…

6 – Mantieni il motore caldo

In discesa si corre il rischio di raffreddare troppo i muscoli e far scendere troppo le pulsazioni, per questo motivo è importante continuare a pedalare con sforzo graduale, assecondando le pendenze e la velocità. Usare spesso il cambio dopo il tornante, oltre ad essere divertente, permette di ripartire con un rapporto non troppo duro.

7 – Usa entrambi i freni

Devo usare di più il freno davanti o il freno dietro? Sono sicuro che anche qui ci saranno molte scuole di pensiero diverse. Il mio avviso è quello di utilizzare entrambi i freni contemporaneamente perché questo permette di distribuire uniformemente la pressione sulle due ruote e quindi avere un azione di frenata più fluida, senza rischio di “inchiodare”.

Poi naturalmente con l’esperienza ognuno crea il giusto feeling con la propria specialissima.

8 – Creare una traiettoria immaginaria

Facile a dirsi, un po’ meno a farsi, soprattutto se la strada non è chiusa al traffico. Comunque una buona tecnica è proprio quella di creare una linea immaginaria con la migliore traiettoria da seguire.

E proprio sulla capacità di scegliere e seguire la traiettoria migliore si vede la differenza tra un discesista alla Savoldelli e un corridore colombiano…

Se poi volete proprio divertirvi alla grande potete sempre fare come Lance in questo video.

E voi cosa ne pensate? Quale suggerimento potete aggiungere?

Aspetto come sempre i vostri graditissimi commenti!

Leggi tutto...

Domenica  scorsa era giorno di Pasqua, e di grande ciclismo nelle Fiandre.

Lo show di Fabian Cancellara mi ha fatto salire le pulsazioni fuori soglia, come se stessi scalando anche io il muro di Grammont.

Oltre ad emozionarmi, quando guardo il ciclismo in tv, mi piace cercare nuovi spunti di riflessione e magari  trarre qualche insegnamento, qualche "trucco del mestiere" che possa tornare utile anche a noi pedalatori della domenica.

In particolare ho potuto notare e ammirare 3 aspetti tecnici della corsa di Cancellara che voglio condividere con voi.


Intelligenza tattica
Cancellara sa bene di essere il favorito assieme a Boonen , ma sa anche di essere il numero uno nelle crono e quindi come nessun altro è capace di menare a 50 all’ora e prendere vento senza grossi problemi.

Quindi porta Boonen allo scoperto puntando sul fatto che correndo sulle strade di casa il campione belga non sarebbe rimasto a ruota (anche se sarebbe stata la tattica migliore) ma per orgoglio (onore a Boonen) avrebbe collaborato per andare al traguardo.

I prossimi due punti fanno riferimento al video sotto. Vi invito a leggerli e poi a guardare il video focalizzandovi su questi dettagli:

Forza mentale
Sul muro di Grammont , Cancellara decide di partire, sorpassa Boonen a testa bassa e se ne va, non si volta indietro nemmeno una volta per vedere come reagisce il suo avversario. In quel momento pensa solo a menare più forte che può, è concentrato sullo scaricare la maggior potenza possibile sui pedali. Boonen lo rivedrà solo dopo il traguardo.

Agilità e pedalata rotonda
Quando parte sul muro di Grammont è uno spettacolo per gli occhi. Non si alza sui pedali, non muove le spalle, non sembra tirare con le braccia.

Un colpo di pedale perfetto, potente, efficiente, rotondo.

Ho contato le pedalate e nei 20 secondi che vanno dal sorpasso di Boonen allo scollinamento fa qualcosa come 32 pedalate, vale a dire 96 pedalate al minuto!

Guardate un po…


Cosa possiamo imparare noi comuni mortali da questa straordinaria performance?

1 – La forza della mente, la determinazione, la chiarezza degli obiettivi fanno la differenza sempre.

2 – Pedalare con una frequenza di pedalata elevata permette di scaricare molta potenza sui pedali con minore stress per muscoli e giunture.

L’agilità va allenata e raggiunta un po’ alla volta, ma non si può prescindere da essa.

3 – La tecnica nel ciclismo è fondamentale. La pedalata è un gesto molto complesso e va perfezionato con le giuste tecniche e la pratica. La differenza tra un ciclista mediocre ed un ciclista d’elite sta nella capacità di padroneggiare la sua tecnica di pedalata.

Considerata l’enorme importanza che ha questo argomento sto preparando un video training dal titolo “Turbo Pedalata” in cui spiegherò con immagini, video e il mio commento audio, come ottenere una pedalata rotonda perfettamente efficiente e migliorare alla grande le prestazioni (soprattutto in salita).

Rimanente sintonizzati vi farò avere presto notizie.

Leggi tutto...

Gennaio è un mese particolare per noi ciclisti.

Non si può amare questo mese per via del freddo che non ci da tregua, d’altro canto non si può nemmeno odiare perché tutto sommato ci offre qualche splendida giornata di sole e l’illusione che la primavera sia alle porte.

Soprattutto Gennaio è il mese in cui si progettano entusiasmanti obiettivi e si gettano le basi per la preparazione atletica per tutta la stagione.

Questo periodo , se sfruttato in modo intelligente, rappresenta una grande opportunità per migliorare in maniera micidiale le tue prestazioni nel corso di tutta la stagione.

Ecco alcune idee per questo periodo:

Cura la posizione in bicicletta, ogni millimetro in più o in meno può essere energia inespressa.

Lavora sulla rotondità della tua pedalata concentrandoti su ogni singola fase del colpo di pedale.

Presta attenzione all’agilità di pedalata, comincia gradualmente ma in modo costante.

Fai stretching almeno 15 minuti al giorno curando in modo particolare spalle, braccia e schiena. L’elasticità di tutto il corpo è fondamentale.

Abituati a mangiare in modo sano e ad idratarti correttamente. Non servono molte tabelle nutrizionali, ma tanto buon senso.

Metti da parte le cattive abitudini (di qualsiasi natura) e sostituiscile con abitudini costruttive.

Gennaio può davvero essere il trampolino di lancio per la tua grande stagione.

Mentre scrivo guardo il calendario e mi accorgo che praticamente è già finito, le giornate si allungano sensibilmente e Febbraio è alle porte con le sue promesse di primavera.

Tieni duro, il peggio è passato.

Leggi tutto...

Uno scorcio del Pordoi

La salita rappresenta un po’ l’espressione massima del ciclismo,la sfida dell’uomo con la natura, con la legge di gravità.

In salita si sono scritte pagine epiche della storia di questo straordinario sport, ed ogni giorno in salita i ciclisti come te e me compiono piccole grandi imprese.

Personalmente non esco neanche di casa se non posso fare almeno un cavalcavia.
Come per tutti gli aspetti del ciclismo, anche la salita ha le sue regole e le sue tecniche.

Ecco alcuni consigli pratici sugli aspetti fondamentali da tenere in considerazione.

Stai seduto il più possibile

Durante la salita, quando ti alzi in piedi sviluppi una potenza maggiore poiché trasferisci sui pedali il peso di tutto il tuo corpo. Questa posizione inizialmente ti da un senso di maggior potenza sviluppata, ti sembra di fare meno fatica e di aumentare l’andatura. In realtà in questo modo stai utilizzando il 10-12% di energia in più perchè utilizzi un maggior numero di muscoli. Questo significa minore efficienza rispetto alla pedalata da seduti.

La posizione in sella porta i seguenti benefici:

Bruci meno calorie – la frequenza cardiaca è più bassa approssimativamente dell’8% a parità di velocità

Utilizzi i muscoli delle anche e dei glutei a tuo vantaggioIl peso della parte superiore del corpo è scaricato sulla sella e non sulle gambe

Puoi mantenere un elevata frequenza di pedalata
 

La posizione del corpo

In salita la resistenza dell’aria è sostanzialmente trascurabile. Non è importante quindi mantenere un assetto aerodinamico quanto piuttosto trasferire l’energia sui pedali nel modo più efficiente possibile. Al contrario quindi della pianura, in salita il busto alto aiuta a generare maggiore potenza:

Posizione delle mani :La migliore e anche la più naturale delle posizione delle mani in salita è sulla parte superiore del manubrio. In questa posizione la cassa toracica non è compressa e quindi ti permette di respirare meglio.


Tronco: La parte alta del corpo deve restare il più possibile ferma, senza movimenti ondulatori che contribuiscono soltanto ad un maggiore dispendio di energia
.


Spalle e braccia: Le spalle devono restare rilassate e ben aperte per permetterti una migliore respirazione come visto sopra. Pure le braccia devono essere rilassate e non “in tiro” (salvo per i tratti di salita con pendenze molto ardue). E’ un errore molto comune quello di irrigidire la parte alta del corpo, ricorda che più teso sei più energia il tuo corpo sta sprecando. Impara a controllare continuamente il rilassamento di braccia e spalle, e dopo un po’ vedrai che diventerà automatico.


Posizione in sella: altro movimento che viene spontaneo quando si spinge in salita è quello di avanzare nella posizione in sella. In realtà in questa modo non c’è la distensione ottimale delle gambe durante il colpo di pedale e quindi non si sfruttano appieno tutti i muscoli.

Se ti alzi in piedi

Alzarsi sui pedali può andare bene per salite brevi, per cambiare ritmo e durante le salite lunghe ogni tanto fa bene cambiare posizione per far lavorare tutti i muscoli delle gambe ed allentare la tensione di spalle e braccia.


Alcuni accorgimenti quando ti alzi sui pedali:

Quando ti alzi sui pedali per rilanciare l’andatura, butta giù un dente, in questo modo avrai un colpo di pedale più regolare e manterrai la stessa frequenza di pedalata.

Quando sei in piedi aiuta il movimento flettendo leggermente il telaio della bici a destra e a sinistra ma fallo senza esagerare. Inoltre non spostare troppo avanti il corpo ma cerca di mantenere il baricentro del tuo corpo sul movimento centrale.

Se hai dei compagni a ruota stai attento a non cambiare traiettoria troppo repentinamente o rischi di farli cadere.

Questi erano alcuni consigli dettati dalla mia esperienza. E tu hai qualche "segreto" da condividere? Lascia un commento qui sotto!

Leggi tutto...