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Tag "Professionisti"

Quando è nato questo blog (fra poco compie un anno!) mi ero ripromesso di non parlare di doping, ma di dedicarmi a tematiche che riguardano noi cicloamatori, il nostro mondo, la nostre piccolo e grandi imprese a pane ed acqua.

In questo anno invece, per varie vicende, abbiamo parlato più di una volta di questo triste fenomeno ed ho osservato come l’argomento vi stia a cuore.

Ritorniamo dunque a parlare di doping, ma questa volta lo facciamo meno a malincuore del solito, anzi i sentimenti dominanti da cui nasce questo articolo sono rabbia ma anche senso di rivalsa.

Vi spiego perché:

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Ci siamo!

Siamo entrati nella settimana del mondiale di Melbourne.

Il mondiale è una corsa speciale. Ho vissuto da spettatore i due eventi di Verona e devo dire che l’emozione che si respira in quella corsa non ha paragoni.

Ci si gioca tutto in un'unica gara. Uno scatto, una curva, uno strappo, una volata possono fare entrare un corridore nella storia del ciclismo e regalare un immensa gioia ad un intera nazione.

Mi dispiace solo che ci sia poco, pochissimo interesse da parte dei mass media.

Lo so che sfondo una porta aperta con voi, ma vi voglio raccontare di quando, nel 2008 all’indomani della grande vittoria di Ballan al mondiale di Varese, mi reco in edicola a comprare “La Gazzetta dello Sport”.

Entusiasta  prendo la mia copia convinto di trovare la simpatica faccia di Ballan a tutta pagina e invece in copertina mi ritrovo i dentoni di Ronaldinho (per carità altrettanto simpatico) e in alto a destra un piccolo, timido articolo sul mondiale di ciclismo.

Volevo farmi restituire l’euro dall’edicolante, ma non mi sembrava corretto nei suoi confronti.

Non voglio accendere una discussione vecchia quanto questo sport, mi rendo conto che le logiche di mercato regnino su tutto e quindi si scrive e si parla di ciò che fa vendere di più (calcio).

Viviamo in questo sistema chiamato mercato, che ci piaccia o meno, ed è inutile fare i romantici, ma penso che almeno per l’unico impegno mondiale dell’anno, noi appassionati (e non siamo pochi) meriteremmo un po’ di spazio in più.

Mandato giù l’ennesimo boccone, pensiamo ad assaporare al massimo questo esaltante avvenimento, tifando per gli azzurri, di tutte le categorie, senza naturalmente dimenticare le nostre splendide atlete donne!

Certo il fuso orario non ci sarà di aiuto, per fortuna Rai Sport offre una copertura di tutto rispetto, (tanto di cappello in questo caso) anche con differite in orari più “umani”.

Ecco il programma: 

  

MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE 

  

Raisport 2: ore 2.00/6.05 Mondiali Ciclismo da Melbourne diretta Crono Uomini Under 23; ore 7.00/8.50 Crono Donne Elite
Raisport 1: ore 14.45 differita Mondiali Ciclismo Melbourne 

  

GIOVEDÌ 30 SETTEMBRE 

  

Raisport 2: ore 5.00 Mondiali Ciclismo diretta Crono Uomini Elite 
Raisport 1: ore 14.45 differita Mondiali Ciclismo Melbourne

VENERDÌ 1 OTTOBRE

Raisport 2: ore 5.00 diretta Mondiali Ciclismo Prova in linea Uomini Under 23 
Raisport 1: ore 14.45 differita Mondiali Ciclismo Melbourne

SABATO 2 OTTOBRE

Raisport 2 e Raitre: ore 5.00/9.30 diretta Mondiali Ciclismo Prova in linea Donne Elite 
Raisport 1: ore 12.00 differita Mondiali Ciclismo Melbourne 

DOMENICA 3 OTTOBRE 

Raisport 2: ore 1.00/8.10 diretta Mondiali Ciclismo Prova in linea Uomini Elite
Raisport 1: ore 10.00 differita Mondiali Ciclismo Melbourne

Ora il dilemma per la gara dei pro: levataccia per la diretta o differita? Beh la diretta è sempre la diretta…

Per entrare in clima mondiale vi regalo questo video in presa diretta di tutto il circuito del mondiale, potete anche mettervi con i rulli davanti al computer e farlo assieme al mio amico australiano Wade di www.cyclingtipsblog.com che ha girato questo splendido video con la videocamera sul casco.

Buon divertimento e forza azzurri!

Melbourne 2010 World Championships Course da cycling tips on Vimeo.

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Ok lo devo fare. Mio malgrado,devo parlare della questione “bici truccate” e relativo “caso Cancellara”.

Ho evitato la questione per molti giorni, ero troppo confuso, troppo spaesato e in parte spaventato da questa nuova ombra che incombe nel nostro amato e flagellato sport.

Ma ora sento il dovere di farlo, non fosse altro per completezza di informazione nei vostri confronti dopo l’articolo che ho scritto tempo fa sulla fantastica prestazione di Cancellara al Fiandre.

 Le mie idee sono ancora piuttosto confuse, le notizie che in questi ultimi giorni si diffondono su internet e in alcuni quotidiani, dicono tutto e il contrario di tutto.

Ringrazio anzitutto Lukee che per primo mi ha segnalato il video in questione, per chi non lo avesse ancora visto eccolo qua:

 Cosa ne penso ?

 Se guardiamo l’episodio da un punto di vista razionale, ci sono alcuni indizi che onestamente fanno pensare che ci sia del vero, a partire dalle dichiarazioni di Davide Cassani (di solito sempre molto abbottonato nelle esternazioni) che si dice certo che alcuni corridori professionisti hanno in passato utilizzato biciclette elaborate.

Tralascio poi le discussioni tecniche che si stanno svolgendo da giorni nei vari forum di ciclismo, circa la possibilità di creare una batteria di dimensioni così ridotte in grado di durare a lungo e sprigionare una potenza così elevata.

 Il cuore e la passione per il ciclismo invece, mi dicono che si tratta di una bufala, una caccia alle streghe un po’ forzata anche dal modo in cui il video è stato montato.

Il cuore mi dice che un corridore stimato da tutto l’ambiente per le sue doti personali prima ancora che per le sue grandi capacità fisiche, non può ricorrere ad un trucchetto di così bassa levatura.

 Qualcuno mi ha chiesto: è peggio del doping?

 Se proprio devo scegliere la peggiore tra le due piaghe, direi che questo è peggio, perché stravolge completamente il senso del ciclismo.

 Quindi non ci posso e non ci voglio credere.

 Forse,anzi sicuramente qualche furbetto ci avrà pensato, qualcuno ci avrà anche provato, ma secondo voi è possibile che, se il gruppo sapeva (pare di si) dell’esistenza di questi motorini, nessuno abbia mai sollevato almeno un dubbio?

 E poi, tornando a Cancellara, ha utilizzato il motorino anche al Tour 2007, alla Sanremo e alle Olimpiadi 2008 e al mondiale 2009? Ricordate i numeri incredibili che ha fatto? E la lista potrebbe continuare…

 I campioni esistono e Cancellara è un grande campione. Punto. Questa è la mia personale, forse poco obiettiva, opinione.

 In attesa dei riscontri delle indagini aperte dall’ UCI, voi che idea vi siete fatti? Pensate che ci sai del vero o che sia tutta una bufala? Ed è corretto secondo voi infangare il nome di un professionista senza lo stralcio di una prova?

 P.S. Esiste un modo legale e naturale per “mettere il turbo” alla tua bicicletta, non servono motori né batterie, bastano impegno, costanza e le tecniche giuste. Le puoi trovare nel video corso “Turbo Pedalata”.

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Sabato e Domenica il mio amore per questo sport, se possibile, è diventato ancora più grande.


Ero sulle rampe del Monte Grappa, sabato, ho visto a pochi centimetri dal mio naso, un grande ritrovato Ivan Basso e una grande promessa per il futuro in Vincenzo Nibali.

Soprattutto ho visto migliaia di appassionati, come me, come noi, migliaia di pazzi a macinare chilometri di salita, a prendere pioggia e freddo.

Il ciclismo siamo noi, non dimentichiamolo mai.

Domenica poi, sullo Zoncolan, l'apoteosi, aspettavo questo momento da 4 anni.

Ivan è tornato là dove deve stare: in vetta al ciclismo mondiale.

Vorrei tornare più avanti a parlare di questa tappa analizzando dal punto di vista tecnico la pedalata di Basso, ma ora è ancora il momento delle emozioni.

Per ora lascio parlare le immagini.

Buona visione.


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Bentornato caro Giro!

Il Giro d’ Italia è sempre un evento ricco di fascino per ogni amante del ciclismo.

Fin da bambino, quando mio padre mi portava sulle strade a veder passare la carovana e quello scintillante turbinio di biciclette, questa magia fa parte della mia vita, e ogni anno mi ritrovo a provare le stesse emozioni.

Non potevo quindi, non dedicare spazio al nostro amato Giro. Non parleremo in questo blog, di risultati, classifiche, planimetria e tristi casi di presunto doping, per questo tipo di articoli ci sono molti siti e blog specializzati.

Qui vedremo il giro da punti di vista diversi, magari insoliti e curiosi, comunque punti di vista di noi uomini e donne “di strada”.

Chi di noi avrà la fortuna di poter vedere dal vivo almeno un passaggio del gruppo, vedrà tante maglie colorate e cercherà con lo sguardo di scovare la maglia rosa (di chi?), la maglia iridata di Evans, quella verde di Basso o quella del nostro ciclista preferito.

Ho pensato allora di stilare una classifica (molto personale) delle divise più belle e più brutte presenti al giro di quest’anno e usarle come pretesto per fare qualche considerazione delle forze in gara.


Fuori Concorso – La maglia rosa, sempre la più bella.


Per noi amanti delle due ruote, questo colore rappresenta qualcosa di magico e radicato nella nostra cultura. Con un po’ di spirito campanilistico e con buona pace dei francesi, posso dire che la maglia rosa è la più bella del mondo.

- LE PIU' BELLE –

N. 1 – CERVELO TEST TEAM

Questo marchio dimostra anche nelle biciclette la sua attenzione al design e alla comunicazione. Bella davvero.

Con questa maglia state certi che vedremo un Sastre in prima fila , soprattutto nell’ultima settimana.

N.2 – SAXO BANK

Accostamento di colori e grafica, semplici, sobri ma molto accattivanti. Nessuna velleità di classifica in questo giro, le cartucce buone si sparano al Tour. Qualche azione me la aspetto dal “vecchio” Nicky Sorensen…

N.3 – BMC

La grafica di questa maglia mi ricorda un po’ le storiche divise in lana del ciclismo eroico. Un mix perfetto di modernità e gusto retrò. La maglia iridata di Evans si tingerà di rosa? Peccato solo non vedere il nostro Ballan…


N.4 – FOOTON SERVETTO

Premio simpatia e originalità a questa divisa, con quella coraggiosa impronta del piedone che rompe un po’ gli schemi classici delle maglie da ciclismo.

Mi piace anche l’effetto dorato e mi auguro di vedere qualche bella azione di uno dei 5 atleti italiani alla partenza.

N.5 – LIQUIGAS

Non poteva mancare lo squadrone di casa nostra. In realtà non amo particolarmente questo accostamento di colori, ma l’effetto grafico ti rimane stampato in testa e nel gruppo individui sempre a colpo d’occhio gli atleti Liquigas. Spero inoltre di vedere la versione in rosa, magari sulle spalle di Ivan Basso.

- LE PIU' BRUTTE –

N.1 ASTANA

Sarà anche un po’ colpa di alcuni atleti non proprio campioni di simpatia, come Vinokourov, ma questo accostamento di giallo e azzurro non mi va proprio giù. Ripongo le speranze in un campioncino di nome Gasparotto da cui mi aspetto grandi cose.

N.2 RABOBANK

Questi colori saranno antipatici a molti velocisti del gruppo quando si vedono sverniciare a 25 mt dall’arrivo da un gatto di nome Freire. Al Giro Freire non ci sarà ma ci sarà uno scalatore puro sangue come Ardila. Credo che vedremo spesso la sua brutta maglia arancione/blù in testa al gruppo dei migliori.

N.3 TEAM HTC COLUMBIA

Ok ora penserete che sono allergico al giallo. Beh forse un po’ è vero , ma onestamente questo accostamento di giallo-nero-verde vi piace? Lo vedremo spesso nelle volate, con il gorilla Greipel, e spero di vedere il grande Marco Pinotti a braccia alzate almeno una volta (magari a cronometro?)

Tutte le immagini delle magliette le ho trovate su www.all4cycling.com , un bel sito in cui si possono acquistare on line tutte le divise ufficiali e molti altri articoli del pianeta ciclismo, dalle scarpe ai caschi , a prezzi che mi sembrano molto interessanti.

Dateci un occhiata, ne vale la pena.

E voi cosa ne pensate della mia classifica? La condividete oppure no? Ho tralasciato qualche divisa degna di nota (tipo Lampre, Katusha o Acqua e Sapone)?

Aspetto i vostri amatissimi commenti!

Buon Giro d'Italia a tutti.

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Domenica  scorsa era giorno di Pasqua, e di grande ciclismo nelle Fiandre.

Lo show di Fabian Cancellara mi ha fatto salire le pulsazioni fuori soglia, come se stessi scalando anche io il muro di Grammont.

Oltre ad emozionarmi, quando guardo il ciclismo in tv, mi piace cercare nuovi spunti di riflessione e magari  trarre qualche insegnamento, qualche "trucco del mestiere" che possa tornare utile anche a noi pedalatori della domenica.

In particolare ho potuto notare e ammirare 3 aspetti tecnici della corsa di Cancellara che voglio condividere con voi.


Intelligenza tattica
Cancellara sa bene di essere il favorito assieme a Boonen , ma sa anche di essere il numero uno nelle crono e quindi come nessun altro è capace di menare a 50 all’ora e prendere vento senza grossi problemi.

Quindi porta Boonen allo scoperto puntando sul fatto che correndo sulle strade di casa il campione belga non sarebbe rimasto a ruota (anche se sarebbe stata la tattica migliore) ma per orgoglio (onore a Boonen) avrebbe collaborato per andare al traguardo.

I prossimi due punti fanno riferimento al video sotto. Vi invito a leggerli e poi a guardare il video focalizzandovi su questi dettagli:

Forza mentale
Sul muro di Grammont , Cancellara decide di partire, sorpassa Boonen a testa bassa e se ne va, non si volta indietro nemmeno una volta per vedere come reagisce il suo avversario. In quel momento pensa solo a menare più forte che può, è concentrato sullo scaricare la maggior potenza possibile sui pedali. Boonen lo rivedrà solo dopo il traguardo.

Agilità e pedalata rotonda
Quando parte sul muro di Grammont è uno spettacolo per gli occhi. Non si alza sui pedali, non muove le spalle, non sembra tirare con le braccia.

Un colpo di pedale perfetto, potente, efficiente, rotondo.

Ho contato le pedalate e nei 20 secondi che vanno dal sorpasso di Boonen allo scollinamento fa qualcosa come 32 pedalate, vale a dire 96 pedalate al minuto!

Guardate un po…


Cosa possiamo imparare noi comuni mortali da questa straordinaria performance?

1 – La forza della mente, la determinazione, la chiarezza degli obiettivi fanno la differenza sempre.

2 – Pedalare con una frequenza di pedalata elevata permette di scaricare molta potenza sui pedali con minore stress per muscoli e giunture.

L’agilità va allenata e raggiunta un po’ alla volta, ma non si può prescindere da essa.

3 – La tecnica nel ciclismo è fondamentale. La pedalata è un gesto molto complesso e va perfezionato con le giuste tecniche e la pratica. La differenza tra un ciclista mediocre ed un ciclista d’elite sta nella capacità di padroneggiare la sua tecnica di pedalata.

Considerata l’enorme importanza che ha questo argomento sto preparando un video training dal titolo “Turbo Pedalata” in cui spiegherò con immagini, video e il mio commento audio, come ottenere una pedalata rotonda perfettamente efficiente e migliorare alla grande le prestazioni (soprattutto in salita).

Rimanente sintonizzati vi farò avere presto notizie.

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Inizio anno è tempo di propositi ma anche di bilanci. Ho selezionato i momenti peggiori e migliori , secondo me, dell'anno appena passato.

Il brutto

La positività di Rebellin e Di Luca

Cominciamo con le cattive notizie, così via il dente via il dolore. Ed è vero dolore quello che ho provato quando ho saputo dell'accusa di assunzione di doping (il tristemente noto CERA) per Davide Rebellin. Ho sempre considerato questo atleta un grande uomo prima ancora che un grande corridore. Lo incontravo spesso nelle strade vicino a casa mia, e rappresentava per me e per molti appassionati la dimostrazione che la passione, il lavoro duro e la serietà possono farti raggiungere grandi obiettivi. Stesso discorso per il killer Di Luca. Non so cosa altro dire o pensare sulla questione doping. E' una ferita che fa troppo male a questo sport. Potremmo mai risanarla?

Il bello

Il rientro di Ivan Basso

Anche se è stata una stagione non all'altezza delle sue stesse aspettative, il rientro di Ivan per me è una buona cosa per tutto il movimento ciclistico. Questo ragazzo dallo sguardo intelligente ci aveva fatto sognare sulle strade del Tour, quando dava filo da torcere ad un certo Mr. Armstrong. Dopo la sua squalifica ho avuto una tale delusione che non sono più riuscito a guardare il ciclismo in TV per diversi mesi. Ma il tempo passa e gli uomini cambiano.In fondo lui è uno dei pochi che ha realmente fatto i conti con la giustizia, ha pagato il suo debito, ora è rientrato con grande professionalità e merita fiducia. Sono convinto che il 2010 sarà l'anno della riscossa di Basso. Forza Ivan!

Il secondo posto di Pippo Pozzato alla Parigi Roubaix

Ci sono certi secondi posti che valgono quanto una vittoria. E' il caso di Pippo Pozzato alla Roubaix. Ha fatto sognare tutti gli italiani, finalmente si è trovato dove deve sempre stare: al vertice del ciclismo mondiale. Si è dovuto arrendere solo ad un fenomenale Boonen, ma sono sicuro che la vincerà prima o poi.

Il ritorno di Lance Armstrong

La furia dal Texas è tornata! Armostrong è un personaggio fenomenale, può essere amato o odiato, ma resta il fatto che tutto ciò che fa lui, lo fa alla grande e muove un giro incredibile di persone, di speranze e naturalmente di soldi.Personalmente ho molto apprezzato il fatto che abbia onorato il Giro d'Italia, in cui ho avuto la fortuna di vederlo per la prima volta dal vivo. E poi diciamoci la verità, senza di lui il Tour 2009 sarebbe stato molto noioso. Hope rides again!

Il Tour de France di Vincenzo Nibali

Che spettacolo vedere un giovane corridore italiano sul Mont Ventoux assieme a Contador, Schleck , Armstrong e tentare anche di vincere. Questo Nibali è una bella promessa per i prossimi anni. Speriamo, il ciclismo italiano ha bisogno e si merita un nuovo campione per le grandi corse a tappe.

Il mondiale di Cadel Evans

Finalmente, l'eterno piazzato, è riuscito a vincere la gara della vita con un colpo da vero campione. Questo corridore è un bel patrimonio del ciclismo mondiale, e una degna bandiera della nazionale australiana di cui sentiremo parlare spesso nel prossimo futuro.


Potrei proseguire per molto, ma ho scelto i momenti e gli avvenimenti che mi hanno emozionato di più.

Per il 2010 auguro a me stesso e a tutti gli appassionati italiani di vedere i nostri corridori ritornare a pedalare sul tetto del mondo ma soprattutto se possibile non avere più brutte sorprese con il doping.

Buon 2010.

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Anche se è passato un po’ di tempo dal Tour de France 2009, forse per nostalgia della bella stagione in questi giorni di freddo, voglio ritornare su un argomento che è stato al centro di un dibattito molto acceso quest’estate.

Il caso Contador e la sua capacità di andare incredibilmente forte in salita, quanto a cronometro.

Ogni ciclista ha una naturale predisposizione fisiologica verso un particolare tipo di sforzo fisico. Per questo motivo esistono gli scalatori puri, i passisti, i cronoman.

Esistono poi quelle speciali categorie di atleti cosidetti “completi” che sono competitivi su tutti i terreni.

Una corsa a tappe come il Tour de France presenta tutti gli ingredienti possibili: cronometro lunghe, cronometro corte, tappe in pianura con scatti e contro scatti, strappi brevi e ripidi e le grandi salite. Per vincere il Tour de France è necessario andare forte in salita e altrettanto a cronometro.

Ma com’è possibile per uno scalatore puro battere a cronometro uno specialista?

Un amico mi ha segnalato questo articolo scritto da Science of Sport , in cui si compara la prestazione di Contador sulla salita del Verbier (15° tappa) , con le prestazioni dei 12 migliori scalatori nella storia recente. Il metro di riferimento sono le VAM (vertical rate of ascension) che si misura in metri/ora. Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, questo tipo di misura , per quanto dipenda da molte variabili e non possa quindi essere considerata precisa nel confronto delle prestazioni, fa comunque risaltare la prestazione quasi sovrumana di Contador.

Ok , io sono talmente innamorato di questo sport che do sempre il beneficio del dubbio a tutti, quindi finchè non sarà dimostrato il contrario (spero sinceramente mai) per me Contador rimane un grande atleta, terribilmente antipatico, ma un grande scalatore.

E fin qui tutto bene.

Quello che lascia sbalorditi è come uno scalatore di 62 kg sia riuscito a battere un cronoman come Cancellara nella cronometro della diciottesima tappa. Sempre su Science of Sport c’è un’altra bellissima analisi della prestazione dei due.

 

Quello che si nota è che dopo una stratosferica partenza di Contador, ai piedi della salita Cancellara aveva comunque un vantaggio di 22 secondi. In cima alla salita di 3,5 km il vantaggio di Contador era di 31 secondi, il che significa che in soli 3,5 km di salita ha rosicchiato a Cancellara ben 53 secondi. All’ultimo intermedio, quando mancavano 12,5 km alla fine, il vantaggio di Contador era di 46 secondi. Nell’ultimo tratto Cancellara ha recuperato 43 secondi che però non gli sono bastati a vincere.

Quindi Contador ha vinto la cronometro in salita.

Merita solo un grande applauso da parte di tutti i veri appassionati.

Cosa ne pensi?


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