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Tag "Posizione in bici"

Ho chiesto a Giuseppe De Servi di regalarci qualche altro "pezzetto" del materiale presente nel suo servizio Studio Biomec Online di posizionamento. In realtà la definizione "servizio di posizionamento" è molto restrittiva per il servizio offerto , sarebbe meglio definirlo "servizio di formazione e consulenza al corretto posizionamento in bicicletta".

Giuseppe ha una grande passione per questa materia e gli piace condividere la sua conoscenza, ne ha dato largamente dimostrazione con il materiale che ci ha offerto finora e soprattutto con tutti i commenti e le email con cui ha personalmente risposto alle domande giunte qui nel nostro blog.

Non è stato quindi difficile convincerlo a regalarci questa mini guida in cui riprendiamo il discorso sulla postura in bicicletta, ampliandolo in modo completo.

Leggendolo mi sono reso conto ancor di più di quanto noi ciclisti tendiamo a dare per scontate certe cose, a non curare i piccoli dettagli che invece possono fare un enorme differenza.

Scopri tutti questi "piccoli segreti" cliccando qui sotto:

Il Corretto Posizionamento (oltre le misure)

(Clicca con il tasto destro e seleziona “salva con nome” per scaricarlo sul tuo PC)

Come al solito i commenti sono ben graditi !

P.S. Ultim'ora : il servizio Studio Biomec Online sarà ufficialmente disponibile da Giovedì 22 Marzo , comunque domani ti farò sapere notizie più precise)

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Negli ultimi giorni sto ricevendo sul blog e per email un sacco di domande sul servizio di posizionamento online messo a punto da Giuseppe De Servi, denominato Studio Biomec Online e che sarà disponibile a breve in esclusiva per gli amici di CiclismoPassione.

Ho pensato allora di raccogliere le domande più frequenti e le ho girate a Giuseppe che ha creato un video molto interessante in cui ci spiega direttamente con la sua voce le caratteristiche più importanti di questo innovativo servizio.

Le domande più frequenti ricevute sono del tipo:

  •   Come funziona esattamente il servizio di posizionamento?
  •   Come può Giuseppe valutare la mia posizione in bici senza vedermi di persona?
  •   Per chi è adatto Studio Biomec Online?
  •   Di quali strumenti ho bisogno per le misurazioni/regolazioni ?

A queste e ad altre domande Giuseppe risponde nel video (con audio) qui sotto:

Se vuoi rivedere e approfondire gli argomenti sul posizionamento finora trattati da Giuseppe De Servi puoi:

  • Leggere l'articolo "La postura in bici" dove si mette in risalto l'importanza della posizione nei 3 punti che ci vincolano alla bicicletta.

E come al solito qui sotto c'è lo spazio per i tuoi graditi commenti o per altre domande.

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Ho intervistato Giuseppe De Servi , e gli ho chiesto di raccontarci qualcosa di lui, della sua "fulminazione" per il ciclismo e soprattutto per la biomeccanica. 

Ne è uscita una conversazione molto interessante in cui emerge tutta la passione di Giuseppe per il ciclismo e per tutto quello che riguarda il corretto posizionamento.

Pensate che sono 11 anni che studia tutto quello che riguarda la biomeccanica e che mette in pratica le teorie apprese, fino ad elaborare un protocollo personale, e un servizio che io ritengo essere innovativo per concezione.

Nell'intervista Giuseppe ci da anche un paio di "trucchi del mestiere" da mettere in pratica subito, e ci anticipa appunto qualche caratteristica di questo innovativo servizio che si chiama Studio Biomec Online™ , e che sarà a breve disponibile in esclusiva per noi di ciclismopassione.com (cosa di cui vado particolarmente fiero).

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Nei giorni scorsi ho pubblicato alcuni articoli e video di Giuseppe De Servi sul posizionamento in bicicletta frutto della sua passione e conoscenza della biomeccanica applicata al ciclismo.

Il concetto che Giuseppe mi ha passato, e che condivido in pieno, è che noi ciclisti dovremmo essere i primi a conoscere almeno le basi del corretto posizionamento, e quindi capire da cosa sono causati certi tipi di fastidi, come porre rimedio, come leggere i segnali del proprio corpo, come mettere le mani noi direttamente nel nostro mezzo in base a un mix di conoscenze tecniche e sensazioni.

Questo non significa assolutamente che affidarsi al "fai da te" sia la scelta migliore, ma significa presentarsi dal biomeccanico avendo un bagaglio di conoscenze che ci permetta di capire cosa sta facendo chi ci mette in sella, fargli le giuste domande e non dipendere da sconosciute teorie e anonime schede.

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Il sondaggio di un paio di giorni fa al quale avete risposto numerosi (grazie a tutti, anche a chi ha solo letto e non ama rispondere) , mi ha confermato che la posizione in bicicletta è un problema comune alla maggior parte di noi cicloamatori.

Dal lieve formicolio al problema con la schiena, tutti prima o poi abbiamo incontrato qualche fastidio legato ad una non corretta posizione in sella.

Ho chiesto allora a Giuseppe De Servi di spiegarci un po' meglio quali sono le regolazioni che maggiormente incidono e quali problemi possono creare.

Giuseppe ha fatto molto più che scrivere un articolo, mi ha mandato un bel video con il suo commento audio in cui ci spiega quali sono le 6 regolazioni a cui prestare maggiore attenzione e quali problemi possono causare. 

Alza il volume e clicca su play!

Che ne pensi? Se vuoi scrivere la tua opinione o fare una domanda a Giuseppe puoi farlo qui sotto:

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Visto l'interesse che ha riscosso il precedente articolo di Giuseppe De Servi sul posizionamento in bici e i relativi problemi, ho pensato che fosse di interesse comune approfondire questo importante e delicato argomento .

Approfittando allora dell'esperienza e disponibilità di Giuseppe gli ho chiesto di darci qualche altro utile suggerimento per verificare la nostra posizione in bicicletta, evitando disturbi e magari aumentare le prestazioni.

In questo nuovo interessante articolo, vediamo alcuni dettagli che se curati nel modo corretto possono davvero fare la differenza.

La postura nella posizione in bicicletta 

di Giuseppe De Servi

Oltre ad avere un corretto assetto in sella, ovvero avere un mezzo con dimensioni e geometrie compatibili con il nostro corpo, dobbiamo preoccuparci di assumere anche una postura corretta in sella, per avere una pedalata il più redditizia possibile (minor dispersione  della potenza, qualunque essa sia, che siamo in grado di trasmettere sui pedali) ed evitare problemi ad articolazioni di ginocchia, braccia e polsi.

Ma cosa si intende per "postura in sella?"

Per postura si intende il nostro modo di stare in bicicletta e il tipo di movimento di interazione che abbiamo con il mezzo.

Siamo vincolati alla bicicletta in 3 punti che sono : pedali , sella e manubrio ed è naturalmente su questi tre punti di contatto che possiamo intervenire per trovare i movimenti e le posizioni più efficienti.

Dobbiamo anzitutto stare attenti ad alcuni “dettagli” che sembrano di pochissima importanza, ma che invece possono rendere meno piacevole se non persino dannosa, la nostra passione.

La tecnica di pedalata

Partiamo come sempre dal “basso”, questa volta però curiamo l’aspetto della posizione del pedale durante l'intero movimento circolare.

Teniamo presente che, in linea di massima (sono dati fonti di studi che non possono essere uguali per tutti) la fase in cui si trasmette maggior forza ai pedali e quindi più potenza è per il 65% la fase di spinta con pedivella orizzontale in avanti in fase di appoggio/spinta, per il 17% in fase di trazione, per il 12% in prossimità del punto morto inferiore (da pedivella orizzontale in avanti a pedivella in verticale in basso) e solo per il 6% con pedivella verticale in alto, punto morto superiore.

Quindi diventa molto importante la posizione del pedale in fase di spinta (pedivella orizzontale in avanti).
Nella figura sotto si può notare come con pedivella orizzontale in avanti e pedale orizzontale, quindi parallelo al terreno la componente della forza esercitata sui pedali è UNA SOLA, non ci sono dispersioni di alcun tipo

Mentre con pedale inclinato verso il basso (figura sotto), la classica pedalata di “tacco”

E con pedale rivolto all’indietro (figura sotto), la pedalata definita di “punta”.

Ci troviamo a disperdere una parte della potenza che stiamo sviluppando, infatti trovandosi su un piano inclianto in entrambi i casi, la forza che sviluppiamo sul pedale (linea blu) si divide in due componenti, una verticale (linea verde), quella che noi poi trasmettiamo alla catena ed una orizzontale (linea rossa) che si disperde.


Stando a questi dati quindi, dobbiamo cercare di mantenere in fase di spinta il pedale il più orizzontale possibile per avere un certo “rendimento” nella pedalata.

Quella decritta qui sopra è la tecnica classica della pedalata, considerando tassativamente i principi della fisica applicata.
Tutta questa tesi “ideale” non tiene però conto che la forza esercitata sul pedale proviene da un sistema di leve, l’articolazione del ginocchio e soprattutto della caviglia.

Con la tecnica di pedalata denominata dall'inglese "ANKLING" , la caviglia ha un ruolo fondamentale per scaricare la potenza sul pedale e creare la pedalata “rotonda” (figura sotto).

Accurati studi hanno verificato che “usando il gioco” della caviglia durante tutto il ciclo della pedalata si ha la possibilità di scaricare tutta l’energia del “proprio motore” e nel contempo permettere al cuore di “risparmiare” 4/5 bpm (battiti per minuto).

Questo vuol dire “intossicare” notevolmente meno tutti i muscoli coinvolti del gesto della pedalata.

Dare ragione ad uno o all’altro modo di eseguire il gesto della pedalata è molto difficile, il primo si avvale di principi e fondamenti della fisica applicata l’altra di test eseguiti in vari studi biomeccanici, e naturalmente il nostro modo di pedalare dipenderà molto dalle caratteristiche fisiche di ognuno, dall'abitudine e dallo specifico allenamento. ( N.d.r. di Davide : Come ottenere una pedalata rotonda e la tecnica "ankling" è proprio oggetto del mio video corso Turbo Pedalata )

L'orienatamento della sella

L'orientamento della sella, ovvero la sua inclinazione, è un altro dettaglio a cui non si da grande importanza, ma anche qui il posizionamento scorretto può mettere in crisi tutto il sistema.

Come devo posizionarla?

La sella va sempre posizionata perfettamente orizzontale al terreno secondo la linea verde della figura sotto (in gergo si dice “in bolla").

Posizionandola con la punta versol’alto, (linea rossa) si va a caricare in modo eccessivo la parte bassa della schiena, creando affaticamento ed indolenzimento  che a lungo andare non scompaiono con il cessare dell’attività, ma si protraggono nel tempo anche dopo che abbiamo ritirato in cantina la nostra specialissima.

Mettendo invece la sella con il becco verso il basso, (linea blu), spostiamo tutto il peso del nostro corpo in avanti, andando a sovraccaricare braccia gomiti e ginocchia, punti in cui avremo dolori, infiammazioni ed a lungo andare tendiniti che potrebbero costringerci ad abbandonare per un bel po’ di tempo la nostra attività sportiva.

In alcuni casi un piccolo spostamento della punta verso il basso di 4/6mm al massimo è ammesso per evitare eccessive pressioni al soprasella per quanto riguarda la bdc, per la mtb è invece ammesso qualche millimetro in più.

Posizione delle mani sul manubrio

Il terzo punto da andare a verificare è la posizione delle mani sul manubrio, il terzo vincolo che ci lega alla bicicletta.

Quando impugniamo la curva manubrio solitamente non diamo peso al modo in cui lo facciamo, ma una presa errata può provocare disturbi e dolori a polsi, braccia e spalle.

Spesso ci troviamo nella situazione delle figura qui sotto: (per la bdc)


In questa posizione si nota che siamo costretti a mantenere una piega anomala all'articolazione del polso, che invece dovrebbe mantenere l'allineamento dell'avanbraccio.

Questa posizione spesso è causata per un errato posizionamento dei comandi, che sono posti troppo in basso o troppo in alto. Le vibrazioni della strada fanno il resto.

Oppure nel caso della MTB , come da figura sotto:


Dove anche in questa situazione si tiene il polso troppo avanzato o troppo arretrato rispetto alla linea dell’avambraccio.

La posizione corretta che dobbiamo assumere è ben evidenziata nelle immagini seguenti :



In cui può notare come il polso,sia nel caso di una bdc che per una mtb, segua l’ipotetico prolungamento del braccio sino alla curva o alla barra manubrio.

In conclusione mi sento di consigliare di non farsi sempre prendere dalla foga dettata dalla nostra grande passione, ma fermiamoci un attimo e cerchiamo di curare i più piccoli dettagli per quanto riguarda la posizione, perché sono proprio quei dettagli che possono fare la differenza.

Ricordiamoci sempre che non è il nostro corpo che si deve adeguare alla bicicletta, ma è la bicicletta che si deve adattare al nostro corpo. 

Che ve ne pare? Magari alcune cose le sapevate già, ma non ci avete mai dato la giusta importanza?

Questa è l'occasione buona per saltare in sella alla nostra specialissima e controllare come pedaliamo, come è regolata la nostra sella e com'è la posizione delle mani sul manubrio. Personalmente questa cosa della presa sul manubrio non l'avevo mai considerata e mi sembra un ottimo consiglio…ora vado a controllare!

Spazio ai commenti e alle domande a cui Giuseppe ha gentilmente promesso di rispondere !

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Il ciclismo è uno sport che solo agli occhi di chi non lo ha mai provato può sembrare semplice.In realtà il ciclismo non è semplicemente "prendere una bici e pedalare". Il ciclismo praticato è un mondo talmente vasto e variegato che non smetto mai di stupirmi di quanti aspetti e tematiche si possono approfondire.

E diciamo la verità, questo è anche il bello di questo sport, e a dirla tutta è lo scopo per cui è nato questo blog.

La mia continua ricerca di esperti in varie aree tematiche, da cui poter imparare cose nuove da condividere, mi ha portato ad incontrare Giuseppe De Servi, un ciclista come noi, con una spropositata passione per la biomeccanica applicata al ciclismo, materia che studia e mette in pratica con grande passione da oltre 11 anni.

E siccome la posizione in sella è un argomento importantissimo che non abbiamo ancora affrontato nel blog, ho coinvolto Giuseppe in una collaborazione con CiclismoPassione per darci un po' di utili informazioni su questo delicato tema.

Di Giuseppe mi ha colpito la straordinaria competenza ma soprattutto la passione e la sua voglia di migliorare e imparare sempre cose nuove, che è una caratteristica comune di chi studia da autodidatta, dedicando il proprio tempo libero, per una materia che lo appassiona. 

Come prima cosa ho chiesto a Giuseppe quali sono i problemi più comuni che possiamo incontrare se non siamo "messi bene in sella". 

Questo è l'interessante articolo che Giuseppe De Servi ha scritto per noi:

5 problemi (più 1), causati da una scorretta posizione in bicicletta

di Giuseppe De Servi

Salire in sella e mettersi a pedalare, una volta imparato da bambino, è la cosa più semplice del mondo.

Ma cosa andiamo incontro se non siamo posizionati in bicicletta nel modo corretto?

Partiamo dal presupposto che una volta in sella, il ciclista non va da casa all'edicola e poi rientra, una volta in sella macina chilometri e ore sulla strada, il movimento del ciclista è un movimento ciclico.

Vi siete mai chiesti quante rotazioni fanno le vostre gambe in un centinaio di km?

Fate il conto di quante ore pedalate e quale è la media delle vostre RPM (rotazioni per minuto) come minimo superate le 20.000 (ventimila !) rotazioni in una sola uscita.

In sella siamo praticamente vincolati al mezzo in 3 punti: pedali , sella e manubrio e in quella posizione rimaniamo per ore, ed alla fine di una stagione per giorni !

Se non assumiamo la giusta posizione andiamo incontro non solo a limiti prestativi, ma a problemi che poi si ripercuoteranno sulla nostra vita di tutti i giorni (non siamo ciclisti professionisti, abbiamo moglie, fidanzata, figli e un lavoro).

Quali sono i problemi più comuni causati da una posizione scorretta in bicicletta?

1. Dolori alle ginocchia, sempre fastidiosissimi e i più lunghi da guarire, sono spesso dovuti a:

  • Una errata posizione delle tacchette sulle scarpe
  • Una sella posizionata troppo bassa
  • Misura non corretta delle pedivelle: spesso si vuole adottare delle leve più lunghe per “fare più potenza”, ma la cosa alla lunga risulta molto deleteria per le articolazioni

2. indolenzimento a glutei e schiena, anche qui le cause di questo fastidioso problema sono molteplici:

  • Una sella posizionata troppo alta
  • Una posizione errata delle tacchette sulle scarpe
  • Un arretramento sella troppo elevato rispetto alla reale necessità
  • Un telaio che possiede una misura del tubo orizzontale troppo ridotta rispetto alle proprie misure antropometriche.
  • Lunghezza dell’attacco manubrio “ridotta”

3. Dolori cervicali dovuti spesso ad una errata ripartizione del peso sugli assi di ruote anteriore e posteriore

4. Formicolio a mani e piedi che potrebbero dipendere da parecchi fattori, uno in particolare oppure presenti contemporaneamente.

Per quanto riguarda le mani il problema potrebbe presentarsi per:

  • Una posizione errata delle mani che impugnano la curva (per la bdc) o la barra (per la mtb)
  • Una ripartizione del peso sugli assi di ruote anteriore e posteriore non corretto
  • Un telaio che possiede una misura del tubo orizzontale troppo elevata rispetto alle proprie misure antropometriche.
  • Una lunghezza dell’attacco manubrio troppo “importante”
  • Una errata posizione dei comandi cambio sulla curva manubrio

Il formicoli ai piedi invece è spesso causato da una non corretta posizione delle tacchette sulle scarpe.

5. Bruciore ai piedi (come se qualcuno ci avesse acceso un fiammifero sotto le scarpe) dovuto anch'esso ad errata posizione delle tacchette.

Alcune volte questi problemi scompaiono appena si scende dalla bici, ma spesso ci vogliono giorni per "riaggiustare" il tutto e questo ci può costringere a restare lontani dalla bicicletta anche per parecchi giorni. Il vero problema è che spesso si tende a risolvere il sintomo senza ricercare la causa del problema, con il risultato che la situazione si ripresenterà periodicamente e ogni volta i tempi di recupero saranno più lunghi e soprattutto a lungo andare potremmo andare incontro a problemi di salute più seri.

C'è poi un altro punto che ho tenuto per ultimo perchè non riguarda la salute, ma che reputo comunque molto importante.

6. Perdita di efficienza / resa nella pedalata; dispersione della potenza applicata al pedale. 

Il ciclismo è uno sport di fatica, tutti ne facciamo indipendentemente dal nostro livello, quindi pensare che gran parte della fatica che facciamo vada dispersa inutilmente, credo non faccia piacere a nessuno.

E' infatti dimostrato che tra due ciclisti, a parità di "motore" e di allenamento, la differenza la fa la capacità di trasferire potenza dalle gambe alla bicicletta nel modo più efficace possibile.

E' per questo che spesso i professionisti per migliorare a cronometro fanno i test addirittura nel tunnel del vento. Certo stiamo parlando di atleti di alto livello , ma il concetto è uguale per tutti.

Il "motore" è importante ma saper sfruttare al massimo il nostro potenziale è fondamentale.

Per oggi è tutto, ma ho chiesto a Giuseppe di preparare qualche altro articolo sull'argomento, che sono certo interessa a molti.

Avete mai riscontrato uno o più di questi problemi ? Quali?

Come al solito se volete condividere la vostra esperienza o fare qualche domanda, qui sotto c'è lo spazio per i sempre graditi commenti !

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Oggi avevo programmato tutto per la mia ultima uscita del 2009.

Stamattina sbrigo alcune faccende di casa e sto un po' con le mie piccole, a pranzo un pasto leggero.

Preparo tutto, mi vesto, una gonfiatina alle gomme mentre già con la mente mi immagino lo splendido paesaggio invernale delle colline bassanesi.

Esco, monto in sella e … piove! Quella pioggerellina fine e fastidiosa che ti si attacca addosso e ti bagna lentamente. Ma ormai ho troppa voglia di uscire, metto la mantellina e parto, ma dopo un chilometro mi rendo conto che la temperatura è troppo bassa per bagnarsi, rischio di ammalarmi, non ne vale la pena.

Torno a casa, mogio mogio, dopo giusto il tempo di bagnarmi il sedere e sporcare la bici.

Pazienza, sarà per domani, ma visto che non posso uscire e che domani è l'ultimo giorno dell'anno, provo a condividere con te i miei buoni propositi per il 2010. Spero possa trovare anche tu qualche ispirazione:


  1. Curare la posizione in bicicletta: L'inizio di stagione è il momento adatto per curare nei minimi dettagli la posizione in bicicletta. Anche se pensi di avere già una posizione ottima, ascolta i segnali del tuo corpo e se necessario apporta dei millimetrici aggiustamenti alla posizione della sella. Consiglio: a inizio stagione porta sempre con te un chiave a brugola per la regolazione della sella, è il modo migliore per testare le sensazioni e apportare le modifiche.

     

  2. Ottimizzare la frequenza di pedalata: Se già da Gennaio cominci a prestare attenzione ai rapporti che spingi, diventerà presto automatico pedalare agile. Ricordati che la pedalata agile consente una maggior efficenza e un minor carico per muscoli e giunture. Una frequenza ottimale dovrebbe essere di 90-100 pedalate al minuto.

     

  3. Avere una pedalata rotonda: Questo dovrebbe essere il proposito principe del tuo nuovo anno. La pedalata rotonda, quella che sfrutta tutto il movimento circolare del pedale, è la chiave per migliorare alla grande le tue prestazioni. Serve molta concentrazione all'inizio. Nel mio ebook Tecniche Vincenti Ciclismo trovi un capitolo in cui spiego zona per zona come aumentare l'efficenza e come abituare il cervello a compiere automaticamente i movimenti corretti.

     

  4. Alimentarmi in maniera corretta: Con il termine alimentazione intendo naturalmente anche l'idratazione. Impara a nutrirti in modo sano ma senza diventare un fanatico, e ricordati di bere tanta acqua.

     

  5. Fare più stretching: Lo stretching è spesso sottovalutato e poco amato dai ciclisti, eppure è dimostrato che un muscolo con maggiore elasticità è un muscolo più efficente. I benefici quindi sono enormi, e se scegli pochi ma fondamentali esercizi, ti bastano pochi minuti al giorno.


  6. Divertirmi: Desiderare di andare sempre più forte è una cosa naturale, innata nella maggior parte di noi ciclisti. Attenzione però a non trasformare una splendida passione in una malattia.Quindi niente fanatismo e ogni tanto chiediti " mi sto divertendo?" se la risposta è no, allora è il momento di porti delle domande.

     

  7. Gestire bene il tempo: Credi davvero di non avere tempo a sufficenza per raggiungere un buon stato di forma? Prova a rivedere e programmare bene i tuoi tempi e vedrai che con un po' di impegno riuscirai a trovare molto tempo libero che non sapevi di avere, senza rubare tempo alla tua famiglia e agli altri impegni che fanno parte della tua vita.

     

  8. Socializzare: Il ciclismo è uno sport che ti da la possibilità di conoscere tante persone con cui condividi la stessa passione. Non isolarti in allenamenti solitari, ma alterna uscite da solo ad uscite in compagnia e non perdere l'occasione per conoscere nuove persone.

     
  9. Essere prudente: La strada non è solo nostra, purtroppo va condivisa con auto, camion, cani, pedoni, buche… Usa sempre il casco e soprattutto fai sempre appello al tuo buon senso.

     

  10. Andare forte in salita: Questo proposito, per quanto mi riguarda, è il più esaltante di tutti. La salita è il terreno che amo, perchè lì cui ci misuriamo con noi stessi e compiamo le nostre piccole grandi imprese.
    Eh si, quest'anno voglio andare davvero forte in salita.

    E tu? Qual'è il tuo miglior proposito per il 2010 ? 

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