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Tag "obiettivi"

Bicicletta, cervello, gambe*, cuore e polmoni. Aggiungiamoci tanta sana passione e abbiamo tutti gli ingredienti che ci servono per vivere al meglio la nostra passione.

Non serve altro.

(*A qualcuno basta una sola gamba e qualcun altro usa le braccia (handbike) ma il risultato non cambia, anzi questi amici rappresentano ancor meglio questa filosofia)

E’ questa la visione che accomuna gli amici di questo blog e le metodologie proposte da Omar Beltran. "Il Doping Ecologico" è proprio questo: sfruttare nel migliore dei modi le straordinarie capacità della mente e del corpo umano, nel massimo rispetto di se stessi e degli altri.

Fortunatamente la maggior parte di noi ha già questa concezione del ciclismo e mi auguro che la nuova iniziativa di Omar Beltran possa contribuire a diffondere una nuova cultura dello sport, partendo dai giovani fino ad arrivare ai più navigati cicloamatori.

Omar ha voluto condividere con noi la storia di questo progetto.

Dall’inizio della collaborazione con un atleta di grande spessore umano e sportivo come Marco Pinotti, allo sviluppo nel tempo di questa visione.

Ecco la storia e la presentazione del primo evento:

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Molti amici mi hanno chiesto nelle ultime settimane, di esprimermi pubblicamente sulla triste vicenda di Riccò.

Ho preferito aspettare che i sentimenti di rabbia e delusione sbollissero un po' per evitare di esprimere giudizi che "a caldo" sarebbero stati sopra le righe.

La verità è che da grande appassionato di questo sport, ho provato come detto sopra, rabbia e delusione, ma come uomo, non mi sento in grado di giudicare un altro uomo, un ragazzo, che ha fatto un gesto così al limite. Penso che se l'atleta Riccò ha chiuso per sempre la sua carriera, la persona invece vada compatita e probabilmente aiutata.

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Continuiamo con la seconda parte dell’intervista che Omar Beltran ha gentilmente rilasciato per CiclismoPassione.

I temi che abbiamo affrontato nella prima parte sono stati Postura e Respirazione. Considerato l'interesse in particolare sul secondo argomento, penso che troveremo il modo di approfondirlo più avanti.

Ci sono altri 3 interessanti argomenti di cui ho parlato con Omar : Centratura, Obiettivi e Livelli Ormonali che riprendiamo di seguito:

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Domenica  scorsa era giorno di Pasqua, e di grande ciclismo nelle Fiandre.

Lo show di Fabian Cancellara mi ha fatto salire le pulsazioni fuori soglia, come se stessi scalando anche io il muro di Grammont.

Oltre ad emozionarmi, quando guardo il ciclismo in tv, mi piace cercare nuovi spunti di riflessione e magari  trarre qualche insegnamento, qualche "trucco del mestiere" che possa tornare utile anche a noi pedalatori della domenica.

In particolare ho potuto notare e ammirare 3 aspetti tecnici della corsa di Cancellara che voglio condividere con voi.


Intelligenza tattica
Cancellara sa bene di essere il favorito assieme a Boonen , ma sa anche di essere il numero uno nelle crono e quindi come nessun altro è capace di menare a 50 all’ora e prendere vento senza grossi problemi.

Quindi porta Boonen allo scoperto puntando sul fatto che correndo sulle strade di casa il campione belga non sarebbe rimasto a ruota (anche se sarebbe stata la tattica migliore) ma per orgoglio (onore a Boonen) avrebbe collaborato per andare al traguardo.

I prossimi due punti fanno riferimento al video sotto. Vi invito a leggerli e poi a guardare il video focalizzandovi su questi dettagli:

Forza mentale
Sul muro di Grammont , Cancellara decide di partire, sorpassa Boonen a testa bassa e se ne va, non si volta indietro nemmeno una volta per vedere come reagisce il suo avversario. In quel momento pensa solo a menare più forte che può, è concentrato sullo scaricare la maggior potenza possibile sui pedali. Boonen lo rivedrà solo dopo il traguardo.

Agilità e pedalata rotonda
Quando parte sul muro di Grammont è uno spettacolo per gli occhi. Non si alza sui pedali, non muove le spalle, non sembra tirare con le braccia.

Un colpo di pedale perfetto, potente, efficiente, rotondo.

Ho contato le pedalate e nei 20 secondi che vanno dal sorpasso di Boonen allo scollinamento fa qualcosa come 32 pedalate, vale a dire 96 pedalate al minuto!

Guardate un po…


Cosa possiamo imparare noi comuni mortali da questa straordinaria performance?

1 – La forza della mente, la determinazione, la chiarezza degli obiettivi fanno la differenza sempre.

2 – Pedalare con una frequenza di pedalata elevata permette di scaricare molta potenza sui pedali con minore stress per muscoli e giunture.

L’agilità va allenata e raggiunta un po’ alla volta, ma non si può prescindere da essa.

3 – La tecnica nel ciclismo è fondamentale. La pedalata è un gesto molto complesso e va perfezionato con le giuste tecniche e la pratica. La differenza tra un ciclista mediocre ed un ciclista d’elite sta nella capacità di padroneggiare la sua tecnica di pedalata.

Considerata l’enorme importanza che ha questo argomento sto preparando un video training dal titolo “Turbo Pedalata” in cui spiegherò con immagini, video e il mio commento audio, come ottenere una pedalata rotonda perfettamente efficiente e migliorare alla grande le prestazioni (soprattutto in salita).

Rimanente sintonizzati vi farò avere presto notizie.

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Eh si, qualche volta mia moglie mi guarda con lo sguardo tra l’incredulo e il compassionevole e mi dice “ Ma chi te lo fa fare? Tu sei matto!”

Capita quando magari fuori fa un freddo cane, e mi presento a lei pronto per la mia pedalata, con giubbino, copriscarpe e berretto, entusiasta come un bambino che va in bici per la prima volta.

Oppure quando rientro a casa in pausa pranzo e in un baleno mi vesto, salto in bici e vado a farmi un oretta di allenamento, per poi rientrare a casa con i secondi contati, farmi la doccia, salire in macchina per tornare al lavoro mangiando una mela mentre guido.

Me lo dice quando a volte, la sera dopo aver messo le bimbe a letto, scendo in taverna a macinare chilometri sui rulli o a fare un po’ di stretching, addominali, flessioni.

Ma chi me lo fa fare?

Onestamente a volte me lo chiedo anche io. E non sempre trovo una risposta immediata, poi ci penso e alla fine la risposta è sempre la stessa: la passione.

Ma la passione è come una fiamma che va alimentata continuamente.

Come alimento la mia fiamma della passione? Come trovo le motivazioni per prendere la bici e uscire anche quando il divano mi chiama come il canto di una sirena?

La prima grande fonte di motivazione sono gli obiettivi. Piccoli, a breve termine, chiari. Come fare 30 chilometri concentrandomi sulla rotondità di pedalata.

La seconda sono le persone che mi circondano, soprattutto i tanti amici che hanno già letto il mio ebook e che mi scrivono email entusiaste in cui mi ringraziano dei consigli raccontandomi dei loro piccoli e grandi miglioramenti, ma soprattutto mi spiegano quali sacrifici sono disposti a compiere pur di allenarsi senza rubare tempo alla famiglia e al lavoro.

Ho pensato a voi anche oggi in pausa pranzo,prima di agganciare le tacchette ai pedali. Fuori quasi nevica e c’è un vento gelido. Ma so che siete in tanti là fuori a combattere contro il freddo, la fatica, i minuti contati. Siete in tanti a sentirvi dire “ma chi te lo fa fare” da mogli o fidanzate, amici o colleghi.

E questa per me è la più grande fonte di motivazione che esista.

Grazie a tutti.

E tu come trovi le tue motivazioni?

“Chi te lo fa fare?”

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Gennaio è un mese particolare per noi ciclisti.

Non si può amare questo mese per via del freddo che non ci da tregua, d’altro canto non si può nemmeno odiare perché tutto sommato ci offre qualche splendida giornata di sole e l’illusione che la primavera sia alle porte.

Soprattutto Gennaio è il mese in cui si progettano entusiasmanti obiettivi e si gettano le basi per la preparazione atletica per tutta la stagione.

Questo periodo , se sfruttato in modo intelligente, rappresenta una grande opportunità per migliorare in maniera micidiale le tue prestazioni nel corso di tutta la stagione.

Ecco alcune idee per questo periodo:

Cura la posizione in bicicletta, ogni millimetro in più o in meno può essere energia inespressa.

Lavora sulla rotondità della tua pedalata concentrandoti su ogni singola fase del colpo di pedale.

Presta attenzione all’agilità di pedalata, comincia gradualmente ma in modo costante.

Fai stretching almeno 15 minuti al giorno curando in modo particolare spalle, braccia e schiena. L’elasticità di tutto il corpo è fondamentale.

Abituati a mangiare in modo sano e ad idratarti correttamente. Non servono molte tabelle nutrizionali, ma tanto buon senso.

Metti da parte le cattive abitudini (di qualsiasi natura) e sostituiscile con abitudini costruttive.

Gennaio può davvero essere il trampolino di lancio per la tua grande stagione.

Mentre scrivo guardo il calendario e mi accorgo che praticamente è già finito, le giornate si allungano sensibilmente e Febbraio è alle porte con le sue promesse di primavera.

Tieni duro, il peggio è passato.

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Questi giorni di inizio anno caratterizzati da freddo e tanta pioggia (almeno al nord) sono il momento giusto per definire gli obiettivi per la nuova stagione ciclistica.


E’ molto importante che gli obiettivi ciclistici che ti poni siano raggiungibili, chiari e misurabili.


La linea guida generale deve essere una visione degli obiettivi a lungo termine, ma per trovare le giuste motivazioni devi avere tanti piccoli sotto obiettivi a breve termine.
Per breve termine intendo anche giornalieri, ovvero ogni volta che esci in bicicletta, oltre che divertirti, dovresti raggiungere un piccolo obiettivo, magari solo migliorare il tempo in una breve salita dietro casa, o migliorare la rotondità e la frequenza di pedalata. L’importante è fare un piccolo passo verso il miglioramento della tua forma fisica.
Poi allarga l’orizzonte temporale ad una settimana, un mese, due mesi…


Fissati degli obiettivi intermedi e rimani focalizzato su di essi. Scriverli su un foglio di carta ti aiuterà a renderli più tangibili e in qualche modo l’averli scritti sarà un impegno con te stesso che non potrai e non vorrai mancare.


Attenzione però a non esagerare, per questo motivo gli obiettivi devono essere realistici ovvero in linea con le tue caratteristiche e il tempo che hai a disposizione per allenarti. Se è vero che avere un obiettivo da un enorme motivazione, è altrettanto vero che non riuscire a raggiungerlo, perché troppo ambizioso, è molto frustrante.


Quindi niente stress, non devi avere il fiato sul collo o otterrai l’effetto contrario


Per riassumere:


1_Scegli obiettivi generali a lungo termine
2_Dividili in tanti piccoli sotto obiettivi a breve e medio termine.
3_Scrivili ma fai attenzione che siano:

_Chiari ( non essere vago ma definiscili in modo preciso)
_Realistici (non facili ma possibili)
_Misurabili (devi sapere quando sei arrivato)


E per ultimo ma non in termini di importanza :
ricordati di divertirti!


Buone pedalate in attesa che il tempo ci dia tregua!

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