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Tag "no mollare mai"

 

 

 

 

 

 

Pane e acqua…

Da quando è nato questo blog, ho sempre volutamente evitato l’argomento doping.

Ho sempre preferito parlare di noi veri amanti del ciclismo e trattare argomenti che possano tornare utili quando ci troviamo in sella alla nostra amata bici a compiere le nostre piccole e grandi imprese. 

Oggi però mi è arrivata una mail da Federico, un amico di questo blog, che mi informa della squallida vicenda del caso di doping alla Maratona des Dolomites di domenica scorsa.

So che molti di voi partecipano alle gare, e conosco gli enormi sacrifici che si fanno per trovare il tempo per allenarsi e ottenere una condizione decente per portare a casa la pelle in una granfondo. Per questo devo parlarne.

Onestamente più che la notizia in se, mi ha molto colpito lo sfogo di Federico che, come molti di voi, si fa un mazzo lavorando 10 ore al giorno e trova comunque il tempo e la voglia di andare ad allenarsi per partecipare alle granfondo, per poi trovarsi a competere con gente che non solo è semiprofessionista, ma fa anche uso di doping.
La rabbia e la delusione di Federico è quella di tutti noi che amiamo il Ciclismo con la C maiuscola, quello della fatica, della forza di volontà, della costanza.

Per chi non l’ha ancora letta, riporto la notizia di Repubblica.it , alla fine ho riportato l’email che mi ha mandato Federico.

Beffa sulle Dolomiti ha vinto un dopato

Michele Maccanti che domenica scorsa si è aggiudicato la prestigiosa manifestazione “Maratona des Dolomites” era risultato positivo ad un controllo il 15 maggio scorso

ROMA – Una splendida festa, se non proprio rovinata, quanto meno inquinata dall’ennesimo episodio doping. Il vincitore della prestigiosa “Maratona des Dolomites” (9.271 partenti, un successo clamoroso), Michele Maccanti, 31enne di Miglioro (Ferrara) era risultato positivo alla famigerata eritropoietina ad un recente controllo eseguito dalla CVD, la commissione di vigilanza per la legge antidoping (376/2000), prima di questa gara e precisamente ai campionati mondiali a cronometro disputati il 15 maggio scorso ad Occhiobello. Dunque non avrebbe dovuto essere neppure ai nastri di partenza. Ma è riuscito a farla franca approfittando del pasticcio inestricabile di regole e regolette che in omaggio ad un malinteso senso dell’autonomia presiedono ai rapporti fra enti di promozione e Coni, alla cui Procura spetta di istruire il processo sportivo. La positività risale al 15 maggio scorso ai campionati mondiali a cronometro individuali di Occhiobello. La Procura Coni ne ha ricevuto notifica il 15 giugno e ha convocato il ciclista per il 30, ma Maccanti ha chiesto un ulteriore rinvio tramite il suo avvocato. La nuova data era fissata per oggi, 6 luglio, ma c’è stata una nuova richiesta di rinvio per mettere a punto le strategie della difesa. Nel frattempo il ciclista ha avuto tutto l’agio di correre e vincere nientemeno che la regina delle granfondo e la faccia tosta di presentarsi sul palco della televisione. Ma già in precedenza, il 30 maggio scorso, aveva vinto la Marcialonga Cycling, altra importante manifestazione amatoriale, come pubblicato dal sito di Datasport.

Un incidente spiacevole per gli organizzatori che appanna l’immagine della “Maratona des Dolomites”, una manifestazione bellissima e unica nel suo genere, che punta ai valori veri dello sport, della natura e dell’ecologia e non avrebbe assolutamente bisogno di questi “personaggi”, che portano solo pubblicità negativa.

Ma di questo increscioso episodio è responsabile sopratutto l’assoluta mancanza di chiarezza dei regolamenti degli Enti di promozione. Maccanti risulterebbe tesserato ad uno di essi. Ma, mentre per la federazione ciclistica italiana (e il Coni) le regole sono chiare: alla notifica della positività scatta automaticamente la sospensione cautelativa, di questo piccolo ma importantissimo particolare non si parla nei regolamenti degli enti. Così succede che il furbetto di turno si possa presentare con il suo bel cartellino ad una manifestazione qualsiasi anche dopo la positività. Magari approfittando della “condizione” che certe positività consentono. E’ un problema rilevante perché riguarda la credibilità di tutto il movimento amatoriale che – allo stato dei fatti – è la spina dorsale di tanto ciclismo e soprattutto dell’industria ciclistica di cui rappresenta il mercato. Gli organizzatori della Maratona ovviamente sono stupefatti e annichiliti dalla vicenda. Si sentono traditi: “Faremo di tutto – fanno sapere – perché Maccanti sia depennato dall’ordine d’arrivo e per lui non ci sarà mai più un pettorale alla nostra manifestazione”.

di EUGENIO CAPODACQUA da repubblica.it


Ecco le amare parole di Federico:

SENZA PAROLE…

Non so che altro aggiungere…………………..questo signore qui, tra le altre cose ha vinto il giro sardegna 2009 e in maggio la crono mondiale uisp a occhiobello sotto una pioggia battente (causa per la quale non ho partecipato) dove ha inflitto a tutti 3 minuti in 20km, per terminare domenica scorsa l'ho visto su rai sport alla maratona delle dolomiti…………………dopo 2 passi aveva già 5 minuti sui diretti inseguitori…………………………..scusate la riflessione……………..MA FORSE IO NON STO' PERDENDO TEMPO……………………………?
giornate stressanti sul lavoro da 10ore per poi di corsa tornare a casa per partire per l'allenamento……………………….e tornare alle 22, magari con la speranza della tanto sospirata vittoria…………………MA CHE CAZZO DI VITTORIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SONO GIA' DESTINATE IN PARTENZA, non continuamo a pensare che il ciclismo a maggior ragione quello amatoriale non sia una casta di dopati……………..cazzate, credo senza esagerare che il 50per cento di una comune garetta da campanile sia carico…………..
scusate ma penso proprio che questo non sia PIU' IL MIO CICLISMO…………..dopo 17 anni di gare forse è ora di attaccare la bici al chiodo, l'ambizione di vincere è troppa, ora gli stimoli viste le ultime settimane sono praticamente nulli, credo che per un fottuto salame non ne valga la pena mettere nei guai la propria salute, sono stanco di fare sacrifici per un qualcosa di inarrivabile, sono abituato a farne per arrivare da qualche parte, in vacanza con la bici altrimenti si perde la forma e quant'altro………………BASTAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
mi spiace…………………………………

Ho chiesto a Federico di pubblicarla per trovare nei vostri commenti un po’ di conforto e dimostrare che il ciclismo siamo noi, lontani da ogni forma di fanatismo e soprattutto di doping.

Diamo libero sfogo alle nostre idee e soprattutto diamo a Federico e a tutti noi un motivo per non mollare mai!

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E’ da stamattina che mi gira in mente l’idea di una sgambata in pausa pranzo.Gennaio oggi è molto generoso e mi regala uno splendido sole e una temperatura sopportabile.

Ore 12.20 scappo di corsa dal lavoro, salgo in macchina e via verso casa a prendere la specialissima.Il mio entusiasmo vacilla un po’ quando passo davanti al baracchino che vende pesce. Frittura mista e relax o uscita in bici e mela + yogurt al salto? Ammetto di aver messo il pedale sul freno per un attimo, ma poi, ancora una volta, la passione ha il sopravvento.


Mi cambio e in un baleno sono in strada, faccio un bel respiro profondo e finalmente sto bene.

Il programma è un uscita di 1 ora ad andatura tranquilla concentrandomi sul miglioramento della rotondità della mia pedalata.


Pedalo e scelgo un tragitto ai piedi delle colline,che faccio da anni quando voglio rilassarmi e ammirare un po’ il paesaggio.

Sto bene, tutto scorre liscio. Poi ad un tratto, senza preavviso questa magia svanisce, comincio a sentire le gambe pesanti, il respiro affannoso, faccio fatica, troppa fatica.

All’improvviso mi trovo su un tratto di strada diritta con un violento vento contrario. La cosa strana è che guardando gli alberi, le foglie non si muovono di un millimetro. Che il vento ce l’abbia con me? O forse il vento è solo nella mia mente un po’ appannata? E’ probabile la seconda ipotesi.

Non mi sto’ più divertendo in questo momento, faccio solo fatica.

Comincio a maledire i bagordi delle feste da poco passate e me stesso per non aver mantenuto un buon livello di preparazione.

Per un momento, sopraffatto dallo sconforto, vorrei scendere dalla bici e gettarla in mezzo a un prato. In un secondo penso : “ma chi me lo ha fatto fare?” e ripenso alla frittura di pesce.

Ma stringo i denti, butto giù un dente e rilancio l’andatura. Non è la prima volta che mi succede una giornata storta, non sarà neanche l’ultima ma amo questo sport anche per questi momenti in cui ti chiede di dimostrare a te stesso quanto credi in quello che fai.

Ed ecco che tutto torna come deve essere, l’endorfina entra in circolo e fa il suo dovere. Ora sto di nuovo bene.

Ok non è giornata, ma devo comunque tornare a casa.

Mi concentro sul respiro, , mi rilasso, pedalo agile. Ora sento che sto andando, non so a quale velocità,non guardo più il computer nè il cardio, non mi importa.

Ciò che importa è il senso di libertà che provo, ora che faccio quello che mi piace.

Non mollare mai.


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