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Tag "Cancellara"

Ok lo devo fare. Mio malgrado,devo parlare della questione “bici truccate” e relativo “caso Cancellara”.

Ho evitato la questione per molti giorni, ero troppo confuso, troppo spaesato e in parte spaventato da questa nuova ombra che incombe nel nostro amato e flagellato sport.

Ma ora sento il dovere di farlo, non fosse altro per completezza di informazione nei vostri confronti dopo l’articolo che ho scritto tempo fa sulla fantastica prestazione di Cancellara al Fiandre.

 Le mie idee sono ancora piuttosto confuse, le notizie che in questi ultimi giorni si diffondono su internet e in alcuni quotidiani, dicono tutto e il contrario di tutto.

Ringrazio anzitutto Lukee che per primo mi ha segnalato il video in questione, per chi non lo avesse ancora visto eccolo qua:

 Cosa ne penso ?

 Se guardiamo l’episodio da un punto di vista razionale, ci sono alcuni indizi che onestamente fanno pensare che ci sia del vero, a partire dalle dichiarazioni di Davide Cassani (di solito sempre molto abbottonato nelle esternazioni) che si dice certo che alcuni corridori professionisti hanno in passato utilizzato biciclette elaborate.

Tralascio poi le discussioni tecniche che si stanno svolgendo da giorni nei vari forum di ciclismo, circa la possibilità di creare una batteria di dimensioni così ridotte in grado di durare a lungo e sprigionare una potenza così elevata.

 Il cuore e la passione per il ciclismo invece, mi dicono che si tratta di una bufala, una caccia alle streghe un po’ forzata anche dal modo in cui il video è stato montato.

Il cuore mi dice che un corridore stimato da tutto l’ambiente per le sue doti personali prima ancora che per le sue grandi capacità fisiche, non può ricorrere ad un trucchetto di così bassa levatura.

 Qualcuno mi ha chiesto: è peggio del doping?

 Se proprio devo scegliere la peggiore tra le due piaghe, direi che questo è peggio, perché stravolge completamente il senso del ciclismo.

 Quindi non ci posso e non ci voglio credere.

 Forse,anzi sicuramente qualche furbetto ci avrà pensato, qualcuno ci avrà anche provato, ma secondo voi è possibile che, se il gruppo sapeva (pare di si) dell’esistenza di questi motorini, nessuno abbia mai sollevato almeno un dubbio?

 E poi, tornando a Cancellara, ha utilizzato il motorino anche al Tour 2007, alla Sanremo e alle Olimpiadi 2008 e al mondiale 2009? Ricordate i numeri incredibili che ha fatto? E la lista potrebbe continuare…

 I campioni esistono e Cancellara è un grande campione. Punto. Questa è la mia personale, forse poco obiettiva, opinione.

 In attesa dei riscontri delle indagini aperte dall’ UCI, voi che idea vi siete fatti? Pensate che ci sai del vero o che sia tutta una bufala? Ed è corretto secondo voi infangare il nome di un professionista senza lo stralcio di una prova?

 P.S. Esiste un modo legale e naturale per “mettere il turbo” alla tua bicicletta, non servono motori né batterie, bastano impegno, costanza e le tecniche giuste. Le puoi trovare nel video corso “Turbo Pedalata”.

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Domenica  scorsa era giorno di Pasqua, e di grande ciclismo nelle Fiandre.

Lo show di Fabian Cancellara mi ha fatto salire le pulsazioni fuori soglia, come se stessi scalando anche io il muro di Grammont.

Oltre ad emozionarmi, quando guardo il ciclismo in tv, mi piace cercare nuovi spunti di riflessione e magari  trarre qualche insegnamento, qualche "trucco del mestiere" che possa tornare utile anche a noi pedalatori della domenica.

In particolare ho potuto notare e ammirare 3 aspetti tecnici della corsa di Cancellara che voglio condividere con voi.


Intelligenza tattica
Cancellara sa bene di essere il favorito assieme a Boonen , ma sa anche di essere il numero uno nelle crono e quindi come nessun altro è capace di menare a 50 all’ora e prendere vento senza grossi problemi.

Quindi porta Boonen allo scoperto puntando sul fatto che correndo sulle strade di casa il campione belga non sarebbe rimasto a ruota (anche se sarebbe stata la tattica migliore) ma per orgoglio (onore a Boonen) avrebbe collaborato per andare al traguardo.

I prossimi due punti fanno riferimento al video sotto. Vi invito a leggerli e poi a guardare il video focalizzandovi su questi dettagli:

Forza mentale
Sul muro di Grammont , Cancellara decide di partire, sorpassa Boonen a testa bassa e se ne va, non si volta indietro nemmeno una volta per vedere come reagisce il suo avversario. In quel momento pensa solo a menare più forte che può, è concentrato sullo scaricare la maggior potenza possibile sui pedali. Boonen lo rivedrà solo dopo il traguardo.

Agilità e pedalata rotonda
Quando parte sul muro di Grammont è uno spettacolo per gli occhi. Non si alza sui pedali, non muove le spalle, non sembra tirare con le braccia.

Un colpo di pedale perfetto, potente, efficiente, rotondo.

Ho contato le pedalate e nei 20 secondi che vanno dal sorpasso di Boonen allo scollinamento fa qualcosa come 32 pedalate, vale a dire 96 pedalate al minuto!

Guardate un po…


Cosa possiamo imparare noi comuni mortali da questa straordinaria performance?

1 – La forza della mente, la determinazione, la chiarezza degli obiettivi fanno la differenza sempre.

2 – Pedalare con una frequenza di pedalata elevata permette di scaricare molta potenza sui pedali con minore stress per muscoli e giunture.

L’agilità va allenata e raggiunta un po’ alla volta, ma non si può prescindere da essa.

3 – La tecnica nel ciclismo è fondamentale. La pedalata è un gesto molto complesso e va perfezionato con le giuste tecniche e la pratica. La differenza tra un ciclista mediocre ed un ciclista d’elite sta nella capacità di padroneggiare la sua tecnica di pedalata.

Considerata l’enorme importanza che ha questo argomento sto preparando un video training dal titolo “Turbo Pedalata” in cui spiegherò con immagini, video e il mio commento audio, come ottenere una pedalata rotonda perfettamente efficiente e migliorare alla grande le prestazioni (soprattutto in salita).

Rimanente sintonizzati vi farò avere presto notizie.

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Anche se è passato un po’ di tempo dal Tour de France 2009, forse per nostalgia della bella stagione in questi giorni di freddo, voglio ritornare su un argomento che è stato al centro di un dibattito molto acceso quest’estate.

Il caso Contador e la sua capacità di andare incredibilmente forte in salita, quanto a cronometro.

Ogni ciclista ha una naturale predisposizione fisiologica verso un particolare tipo di sforzo fisico. Per questo motivo esistono gli scalatori puri, i passisti, i cronoman.

Esistono poi quelle speciali categorie di atleti cosidetti “completi” che sono competitivi su tutti i terreni.

Una corsa a tappe come il Tour de France presenta tutti gli ingredienti possibili: cronometro lunghe, cronometro corte, tappe in pianura con scatti e contro scatti, strappi brevi e ripidi e le grandi salite. Per vincere il Tour de France è necessario andare forte in salita e altrettanto a cronometro.

Ma com’è possibile per uno scalatore puro battere a cronometro uno specialista?

Un amico mi ha segnalato questo articolo scritto da Science of Sport , in cui si compara la prestazione di Contador sulla salita del Verbier (15° tappa) , con le prestazioni dei 12 migliori scalatori nella storia recente. Il metro di riferimento sono le VAM (vertical rate of ascension) che si misura in metri/ora. Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, questo tipo di misura , per quanto dipenda da molte variabili e non possa quindi essere considerata precisa nel confronto delle prestazioni, fa comunque risaltare la prestazione quasi sovrumana di Contador.

Ok , io sono talmente innamorato di questo sport che do sempre il beneficio del dubbio a tutti, quindi finchè non sarà dimostrato il contrario (spero sinceramente mai) per me Contador rimane un grande atleta, terribilmente antipatico, ma un grande scalatore.

E fin qui tutto bene.

Quello che lascia sbalorditi è come uno scalatore di 62 kg sia riuscito a battere un cronoman come Cancellara nella cronometro della diciottesima tappa. Sempre su Science of Sport c’è un’altra bellissima analisi della prestazione dei due.

 

Quello che si nota è che dopo una stratosferica partenza di Contador, ai piedi della salita Cancellara aveva comunque un vantaggio di 22 secondi. In cima alla salita di 3,5 km il vantaggio di Contador era di 31 secondi, il che significa che in soli 3,5 km di salita ha rosicchiato a Cancellara ben 53 secondi. All’ultimo intermedio, quando mancavano 12,5 km alla fine, il vantaggio di Contador era di 46 secondi. Nell’ultimo tratto Cancellara ha recuperato 43 secondi che però non gli sono bastati a vincere.

Quindi Contador ha vinto la cronometro in salita.

Merita solo un grande applauso da parte di tutti i veri appassionati.

Cosa ne pensi?


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